Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
    Redazione

    Redazione

    Nadia. Consegnato l’assegno di 35mila kune per le cure

    Aprile 17, 2019

    Si farà di tutto per aiutare, per quanto possibile, la piccola Nadia Ucović, affetta dalla rarissima e gravissima malattia di Batten. Eloquente il messaggio dell’Associazione “Facebook umanitari” di Pola (Pula Facebook humanitarci), nella cui sede ieri, nell’ambito dell’azione denominata “La speranza di un sorriso (Nada za osmijeh)”, il direttore della fabbrica di cemento “Calucem” Yuri Bouwhuis ha consegnato un assegno di 35.000 kune alla famiglia della bambina, che tra alcuni giorni (il 24 aprile) compierà quattro anni. All’appuntamento la mamma Elisa, la portavoce del cementificio Iva Bilić Zuban e la presidente dell’associazione Slađana Božac.

    “Voglio ringraziare tutti coloro che con il proprio contributo ci aiutano in questa difficile situazione – così la madre. Le spese, a parte il costo delle terapie con il medicinale Brineura di 600.000 dollari all’anno, che sono all’incirca 4 milioni di kune e viene finanziato dal Ministero della Salute, con i frequenti viaggi a Fiume, dove si cura la nostra piccola, sono tanto aumentate.
    Nadia infatti deve essere sottoposta a terapia ogni seconda settimana, e dovrà continuare a curarsi per tutta la vita”.
    “La nostra azienda già da 8 anni sostiene le iniziative umanitarie – ha tenuto a puntualizzare Bouwhuis - e lo fa su interessamento dei nostri dipendenti”. Da parte sua la Božac ha rilevato che l’iniziativa per Nadia durerà sino al 22 maggio. Sino ad allora sono in programma un torneo di calcetto allo stadio Tivoli a Montegrande (il 20 aprile), la finale della manifestazione canora per bambini “Pola canta (Pula pjeva)” al Teatro Popolare Istriano (l’11 maggio) e la sfilata di moda a Medolino (il 16 o il 19 maggio). L’intenzione è quella di organizzare ancora 2-3 azioni a carattere umanitario. “Sinora – ha concluso la Božac – abbiamo raccolto 78.000 kune, ed è nostra intenzione raggiungere quota 100.000. Va ricordato che i genitori di Nadia, che soffre della malattia CLN2 (Cereoidolipofuscinosi neuronale di tipo 2), sono riusciti dopo una lunga battaglia a ottenere il costosissimo medicinale Brineura, autorizzato pochi anni fa dal comitato scientifico dell’Agenzia europea per i medicinali, grazie al quale la piccina ha modo di curarsi all’Ospedale fiumano. (fp)

    Filo spinato. Terreni in mano allo Stato

    Aprile 06, 2019

    La Slovenia è decisa a bloccare a tutti i costi i flussi migratori che provengono dalla rotta balcanica. Non si rinuncia, dunque, affatto alle barriere di filo spinato alla frontiera, anzi. Il Ministero degli Interni ha ottenuto il via libera dal governo per iniziare il procedimento teso a dichiarare il diritto d’uso pubblico, esteso a dieci anni, sulle parcelle private ai confini con la Croazia, su cui nell’autunno del 2015 era stata eretta la barriera di filo spinato e altri ostacoli atti a impedire l’immigrazione clandestina.
    Il governo ha reso noto che si tratta di 229 parcelle e che i proprietari riceveranno un indennizzo. I procedimenti per dichiarare il diritto d’uso pubblico inizieranno quest’anno, mentre il pagamento dei primi indennizzi dovrebbe avvenire già nel 2020. In totale, ai proprietari dovrebbero venire erogati 230mila euro.
    In base alle decisioni del governo per l’anno scorso, il diritto d’uso pubblico è già stato applicato su 2.665 parcelle lungo il confine con la Croazia su cui sorge il filo spinato, messo in sito entro la fine del 2017. (erb)

    Le Frecce Tricolori colorano il cielo di Zara

    Aprile 04, 2019

    I passanti sulla Riva di Zara hanno avuto ieri una bellissima sorpresa. Hanno osservato affascinati il sorvolo di otto velivoli delle Frecce Tricolori. I piloti italiani, giunti in visita all’aeroporto di Zemunik alla pattuglia croata Krila Oluje in vista della preparazione alla stagione acrobatica 2019, hanno effettuato un volo di addestramento dalle 11,30 alle 12,15 proprio sul lungomare di Zara. I numerosi spettatori hanno potuto pertanto apprezzare le spettacolari acrobazie dei piloti militari italiani.
    Questo evento s’inserisce nell’ambito della collaborazione tra le Frecce Tricolori e la pattuglia Krila Oluje (Ali della Tempesta). Questa è la terza stagione consecutiva in cui le due pattuglie acrobatiche si ritrovano a collaborare insieme. Le Frecce Tricolori non hanno bisogno di presentazione, in quanto volano già da decenni. Il team Krila Oluje,invece, è nato nel 2003 e si esibisce con 6 Pilatus PC-9M. Durante l’esibizione, i PC-9M volano a una distanza inferiore di 2 metri l’uno dall’altro, ad una velocità di circa 550 Km/h, eseguendo figure con fattore di carico tra -2.5 g e +6.5 g.

    Istroveneto, patrimonio culturale immateriale della Slovenia

    Aprile 02, 2019

    Il coordinatore per la tutela del patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Slovenia, dott.ssa Tanja Roženbergar, direttrice del Museo etnografico sloveno, ha comunicato che la richiesta inoltrata dall’Unione Italiana di Capodistria per la registrazione dell’Istroveneto quale patrimonio culturale immateriale della Slovenia, risponde a tutti i criteri richiesti ed è pertanto adatto per l’iscrizione nel Registro del patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Slovenia. La decisione è stata accolta in data 19 marzo 2019 dalla preposta Commissione scientifica per le lingue. La procedura d’iscrizione nel Registro è in capo al Ministero per la Cultura sloveno, mentre la documentazione per la sua iscrizione è di competenza del coordinatore.
    L’Unione Italiana ha posto la tutela e la registrazione del patrimonio culturale materiale, mobile e immobile e del patrimonio culturale immateriale della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia tra le sue priorità d’intervento: l’impegno e gli sforzi profusi in quest’ambito hanno prodotto un nuovo importante risultato.
    Abbiamo contattato il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il quale ci ha spiegato come è nato il progetto e qual è il significato dell’esito ottenuto per la Comunità nazionale italiana.

    Un importantissimo risultato

    “Nel 2015 abbiamo fatto un’operazione del genere. L’Assemblea dell’UI aveva approvato una mozione su proposta dell’allora onorevole Roberto Battelli che diceva di impegnare l’UI a intraprendere le iniziative necessarie per la registrazione e la tutela del patrimonio culturale della CNI, sia quello materiale che quello immateriale. A seguito, abbiamo iniziato a preparare la documentazione per la registrazione dell’Istroveneto in Slovenia. In Slovenia perché è più semplice qui, dato che l’Istroveneto ha le sue varietà a Capodistria, Isola e Pirano. In Croazia invece le varietà sono molteplici – ha ricordato il presidente dell’UI –.
    Il 26 maggio 2016 l’Unione Italiana di Capodistria, avvalendosi della collaborazione scientifica della dott.ssa Suzana Todorovič, con il coordinamento dalla responsabile del settore Cultura della Giunta Esecutiva, Marianna Jelicich Buić, ha inoltrato la richiesta di iscrizione dell’Istroveneto nel Registro del patrimonio culturale immateriale della Slovenia presso il Museo etnografico sloveno di Lubiana.
    Sono passati quasi tre anni e ora ci è stato detto che la nostra richiesta soddisfa tutti i criteri per poter essere iscritta nel Registro del patrimonio culturale immateriale della Slovenia. Ciò significa che tale lingua verrà riconosciuta e tutelata. La decisione è stata presa dalla competente commissione scientifica del coordinatore per la tutela dei beni culturali immateriali. Il fatto che la Slovenia riconosca che ci sia un dialetto istroveneto storico, una lingua autoctona, presente e viva, è una decisione storica.
    È stato riconosciuto dunque il carattere culturale italiano-istroveneto di questo territorio. La decisione di considerare a tutti gli effetti l’Istroveneto quale patrimonio culturale immateriale della Slovenia, rappresenta un importantissimo risultato raggiunto nella conservazione e valorizzazione del ricco patrimonio culturale della Comunità nazionale italiana in Istria, Quarnero e Dalmazia”, ci è stato detto.
    Richiesta per l’Istroveneto della Croazia
    “L’Unione Italiana ora cercherà di completare la documentazione per la richiesta di iscrizione dell’Istroveneto nel Registro del patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Croazia. Continueremo con quest’opera di valorizzazione, tutela e conservazione del nostro patrimonio culturale”, ha annunciato Tremul.
    Infine, il presidente dell’UI ha voluto ringraziare la prof.ssa Suzana Todorovič, linguista di spicco in Slovenia, che ha preparato la parte scientifica della domanda, Marianna Jelicich Buić, la quale è stata all’epoca sua vicepresidente di Giunta che ha coordinato il progetto, e tutti i dipendenti di allora e quelli di oggi dell’Unione Italiana di Capodistria, che hanno contribuito a preparare la documentazione che ha portato di fatto a un risultato straordinario. (krb)

    Eleganti e suggestivi «Momenti» di Irene Mestrovich

    Marzo 28, 2019

    ABBAZIA  | È stato un appuntamento culturale piacevole e interessante, l’inaugurazione della mostra di ceramiche di Irene Mestrovich “Momenti”, a Villa Antonio, sede della Comunità degli Italiani di Abbazia. L’autrice, già nota giornalista dell’Edit, ora in pensione, fa parte del gruppo ceramisti “Romolo Venucci” della Comunità degli Italiani di Fiume. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive del gruppo, sia in regione che in Italia, e quest’attuale è la sua quinta mostra personale.
    Gli esposti, abilmente realizzati da Irene Mestrovich, presentano tecniche, forme, soggetti e colori variegati. L’autrice, tramite procedimenti tecnici quali il crowling, le diverse tecniche raku, le rossicce terre sigillate, ha realizzato tutta una serie di suggestivi sottopiatti, alzate, contenitori, terrine, che ben possono figurare, per il loro pregevole aspetto decorativo, come centrotavola. Forme armoniose, abbinamenti coloristici discreti, delicati oppure vivaci, ma comunque eleganti, soluzioni estetiche originali e immaginose, caratterizzano questi manufatti, che ovviamente sono dei pezzi unici.
    Irene Mestrovich in quest’occasione – oltre ad aver ringraziato i presenti per la condivisione di questo suo interesse per la ceramica – ha auspicato un’ulteriore collaborazione tra le CI di Abbazia e di Fiume ed ha annunciato la partecipazione delle ceramiste della “Romolo Venucci” ai programmi celebrativi per la festa di S. Vito, patrono di Fiume.
    L’apertura della mostra è stata introdotta dalla conferenza di Ivna Safundžić (che guida la Sezione ceramisti di Palazzo Modello), intitolata “Antiche tecniche nella ceramica moderna”, che ha illustrato ai presenti la storia di questa antichissima arte, le varie estetiche e procedimenti artigianali usati dai popoli del passato.
    Dalla cultura Villanoviana – (X secolo a.C. – VIII secolo a.C.), risalente alla prima età del Ferro, le cui origini vanno ricercate nella cultura protovillanoviana e rappresenta la fase più antica della civiltà etrusca – le cui ceramiche erano caratterizzate dalla superficie scura, al bucchero etrusco, un tipo di ceramica nera e lucida, spesso fine e leggerissima, prodotta per realizzare vasi. Per continuare con i pregiatissimi vasi greci, contraddistinti da rappresentazioni di scene di guerra e divinità mitologiche, alla pasta egizia, impasto autosmaltante di colore azzurro turchese brillante. Riflessi ispano-moreschi, ovvero lustri metallici applicati sulle ceramiche e sul vetro, per finire con la popolare tecnica raku e i suoi sottogeneri.
    La serata polivalente è stata allietata da un intermezzo musicale, un potpourri di celebri canzoni italiane eseguite al pianoforte da Maria Iveković, per finire con un rinfresco di bocconcini vegetariani. All’evento sono intervenute Sanja Kalafatović e Norma Srbulj, rispettivamente presidente e segretaria della locale CI, e un numeroso pubblico. La mostra rimane in visione fino al 20 aprile.

    Basta contributi a chi nega esodo e foibe

    Marzo 27, 2019

    Sospendere ogni contributo finanziario, patrocinio o concessione a beneficio di soggetti pubblici e privati che, direttamente o indirettamente, concorrano con qualunque mezzo a negare o ridurre il dramma delle foibe e dell’esodo e la loro valenza politica. Questo l’impegno che si chiede alla Giunta regionale con la mozione n. 50 a firma Piero Camber (FI) e da lui presentata al Consiglio regionale dell’FVG, che l’ha approvata all’unanimità. Al nome di Camber si sono aggiunti quelli degli altri componenti del Gruppo di FI, di Giacomelli di FdI e dei leghisti Lippolis, Spagnolo e Budai.
    La premessa del documento è un sunto di quanto si va a chiedere: “In occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo sono stati organizzati diversi convegni in alcune parti d’Italia, anche a cura dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ad esempio la sezione di Parma), che hanno avuto il solo fine di mettere in discussione il dramma delle foibe e delle drammatiche vicende correlate con proiezioni di video dal titolo ‘La Foiba di Basovizza: un falso storico’, ‘Norma Cossetto: un caso tutt’altro che chiaro’, firmati da chi in passato ha ricevuto contributi regionali per decine di migliaia di euro”.
    Le foibe – aveva sottolineato Camber – sono state usate quale strumento di lotta politica e di pulizia etnica, come la storiografia moderna ormai concordemente riconosce. Il consigliere aveva anche ricordato le parole del Presidente della Repubblica quando, il 9 febbraio scorso, in occasione del Giorno del Ricordo, Mattarella disse: “Non si trattò – come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare – di una ritorsione contro i torti del fascismo. Perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni”.
    L’assessore Gibelli, parlando a nome della Giunta, ha infine affermato: “Io non credo che le verità negate si possano pesare con il numero di cadaveri: sono sempre verità negate. Non riteniamo sia giusto finanziare dei portatori di menzogna”.
    “Il principio su cui si fonda la mozione è condivisibile e per questo abbiamo deciso di votarla anche se ci sono alcuni dubbi sull’applicabilità della mozione”, ha commentato il consigliere regionale Andrea Ussai (M5S), che ha votato a favore della mozione. “Il nostro è che si possa finalmente arrivare a una verità condivisa su questo capitolo drammatico della nostra storia e che dopo troppi anni di colpevole silenzio – ha concluso – ci possano essere momenti di confronto per superare ogni divisione”.

    Incontriamoci in Marciana con Valentina Petaros Jeromela

    Marzo 26, 2019

     Nell’ambito del ciclo “Incontriamoci in Marciana” la Biblioteca Nazionale Marciana, domani, giovedì 28 marzo, alle ore 17, come secondo appuntamento viene proposta la conferenza di Valentina Petaros Jeromela dal titolo “Ordo Salis. Produzione, commercio e contrabbando del sale all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia”. Nell’occasione verrà pure presentato l’omonimo volume da curato dalla stessa autrice (Udine, Circolo Culturale Il Colle di San Daniele, 2013). Durante l’incontro è prevista la proiezione di due filmati: la sintesi del documentario e il cortometraggio “Oro bianco” vincitore del Concorso d’arte e cultura “Istria Nobilissima 2018” (UI-UPT) di Rebeka Legović, della RTV di Capodistria. A introdurre la serata sarà Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana.
    Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.
    Valentina Petaros Jeromela, ricercatrice scientifica in campo storico di Capodistria, è l’autrice di un saggio dedicato al contrabbando del sale, un commercio sommerso e alternativo al normale commercio che era sottoposto da parte della Serenissima a fortissime imposizioni fiscali. Nel corso della conferenza la relatrice parlerà della ricerca operata negli archivi veneziani e racconterà come la Serenissima avesse messo in atto una serie di norme ed espedienti sia per mantenere il controllo del commercio sia per sconfiggere il temuto contrabbando del cosiddetto “oro bianco”. L’autrice darà sintesi nel corso dell’incontro raccontando le vicissitudini del sale di Pirano e delle altre saline dell’Alto Adriatico, vicissitudini che molto hanno in comune con quelle delle saline di Cervia. Nella pubblicazione che sarà presentata sono contenuti anche un saggio dello storico del sale Jean Claude Hoquet dal titolo “I sali nel Friuli” e il saggio di Marino Vocci “Sale e saline dell’Alto Adriatico”.

    Italia-Croazia 2-2, un collaudo per gli Europei

    Marzo 25, 2019

    Lo stadio Benito Stirpe di Frosinone ha ospitato ieri sera l’amichevole tra le Nazionali Under 21 italiana e croata. Una buona occasione per vedere all’opera i giovani talenti sia italiani che croati, orfani comunque dei giocatori che hanno già goduto di visibilità internazionale nelle due nazionali maggiori, ultimi Kean e Zaniolo convocati e schierati da Mancini sabato a Udine contro la Finlandia. Dopo il pareggio ottenuto in amichevole contro l’Austria giovedì scorso e dopo le due sconfitte consecutive contro Inghilterra e Germania, gli Azzurrini erano chiamati a una risposta nel match contro la Croazia di Nenad Gračan. L’ultima vittoria risaliva, infatti, al 15 ottobre 2018, con il successo casalingo contro la Tunisia. Quello di ieri è stato un utile rodaggio in vista del grande appuntamento in programma tra tre mesi, ossia degli Europei di categoria che si svolgeranno proprio in Italia. Gli azzurrini, inseriti nel girone A con Polonia, Spagna e Belgio, dovrebbero essere protagonisti. La Germania campione in carica si trova nel gruppo B con Danimarca, Serbia e Austria, mentre nel girone C c’è la Croazia assieme a Inghilterra, Francia e Romania.
    Tornando a ieri sera, complici un po’ anche le distrazioni della difesa croata, gli azzurrini sono riusciti finalmente a vincere, mettendo il risultato al sicuro in meno di quattro minuti. Dopo alcuni tentativi velleitari da entrambe le parti – intervento di Meret all’8’ su conclusione a giro di Bašić, parata di Posavec al 12’ su tiro di Cutrone, imbeccato da Tonali e punizione di Dimarco da 25 metri che dà l’illusione del gol –, l’Italia passa al 21’. Federico Dimarco calcia dalla bandierina, Alessandro Bastoni svetta sulla difesa croata e di testa da centro area spedisce il pallone sotto la traversa.
    Quattro minuti più tardi arriva il raddoppio azzurro con Manuel Locatelli, il cui tiro di destro da centro area, dopo un batti e ribatti in area croata, finisce nell’angolino in basso a sinistra, imprendibile per Posavec. Al 37’ ci prova Tonali dal 18 metri, ma Posavec stavolta è attento. Fino all’intervallo, niente da segnalare, per sui si va negli spogliatoi con l’Italia in vantaggio per 2-0 sui pari età croati.
    Al 53’ mischia furibonda nell’area azzurra, ma nulla di fatto e 3’ dopo Orsolini si fa stregare dal portiere Grbić. Al 58’ la Croazia dimezza con Halilović, il cui tiro di destro da 20 metri finisce nell’angolino basso alle spalle di Meret.
    Al 64’ entra Robert Murić, attaccante del Rijeka, il quale prende posto di Halilović. Al 73’ Grbić salva su conclusione di Parigini da 15 metri, deviando sopra la traversa. Al 77’ discesa ubriacante di Bradarić sulla sinistra, ma il suo cross viene neutralizzato, ma un minuto più tardi arriva il pareggio di Kalaica che di destro da centro area indirizzata la palla nell’angolino in basso a sinistra. All’81’ Cutrone manca incredibilmente di testa da due passi su cross perfetto di Tonali. Finisce 2-2, ma entrambe le squadre hanno cercato fino in fondo di vincere questa contesa, tutto sommato molto piacevole e sicuramente indicativa.

    Fiume. Slitta il ripristino degli odonimi storici

    Marzo 26, 2019

    Nelle ultime settimane è calato un silenzio assordante sul progetto del ripristino degli odonimi storici in Cittavecchia. Lo stesso sindaco Vojko Obersnel aveva ribadito in più di un’occasione che le prime insegne sarebbero state collocate agli inizi di marzo, peccato però ad oggi di loro non ci sia nemmeno l’ombra. Ci siamo quindi rivolti al suo Ufficio per capire i motivi di questo ritardo. E la risposta ci è giunta direttamente dal primo cittadino attraverso una nota che qui riportiamo.
    “Il collocamento delle insegne con le denominazioni storiche rappresenta un progetto culturale assai complesso, la cui realizzazione implica la verifica di dati storici, oltre a richiedere un determinato design delle insegne stesse, il che rende il progetto particolarmente esigente. Affinché tutti gli attori coinvolti siano quanto più soddisfatti della sua buona riuscita, attualmente è in fase di ultimazione il design delle insegne, il che presume l’adeguamento con gli attuali nomi di vie e piazze, il tutto con l’obiettivo di individuare la soluzione estetica più adatta. Pertanto, si tratta di un processo che richiede un approccio scrupoloso e di conseguenza determinate tempistiche. Purtroppo, è emerso che la sua realizzazione, considerata la complessità dell’intervento, richieda più tempo rispetto a quanto stimato in un primo momento. Tuttavia, le insegne verranno sicuramente collocate e il ritardo rispetto alle iniziali scadenze è dovuto esclusivamente dalla volontà di realizzare il progetto in maniera quanto più appropriata”, si legge nella risposta del sindaco.
    Insommma, non ci resta che pazientare ancora un po’ prima che questo progetto così sentito dalla nostra minoranza veda finalmente la luce. (dc)

    Fiume. Crolla un pezzo di balcone da Palazzo municipale

    Marzo 25, 2019

    Tragedia sfiorata nel pomeriggio di ieri, quando dal balcone di Palazzo municipale si sono staccati alcuni pezzi di cemento precipitando a terra. Fortunatamente, anche se in Corso c’era il solito viavai di persone, in quel momento nessuno si trovava sotto il balcone e nessuno dei dipendenti dell’amministrazione cittadina entrava oppure usciva dall’edificio. Immediatamente sono stati allarmati i servizi di competenza, che avranno il compito di stabilire le cause di quanto accaduto sul palazzo che ospita i vertici dell’amministrazione cittadina.
    I pezzi di cemento caduti a terra sono stati prontamente rimossi e il luogo dell’incidente è stato transennato. Probabilmente l’intervento di risanamento del balcone verrà avviato subito. Sarà anche un’occasione per verificare eventualmente pure lo stato dell’intero palazzo onde evitare altri incidenti di questo tipo. (vb)

    Pagina 1 di 13