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    Elezioni. Deputato CNI con voto maggioritario

    Elezioni. Deputato CNI con voto maggioritario Ivor Hreljanović

    La legge elettorale per i seggi specifici delle Comunità nazionali autoctone, italiana e ungherese, è prossima a una radicale modifica. La bozza della nuova normativa è pronta per affrontare le verifiche dell’Ufficio legale del Parlamento sloveno e poi l’iter legislativo con i passaggi nelle varie Commissioni, sino all’approvazione in seduta plenaria. A illustrare il documento è stato giovedì a Lubiana, il deputato della CNI, Felice Žiža, durante la consultazione con i gruppi parlamentari, indetta dal Presidente della Repubblica, Borut Pahor, sulle riforme elettorali generali, dettate da una recente sentenza della Corte costituzionale. Come riferito da Žiža, si propone di abbandonare l’attuale, complesso, sistema a punti Borda, che tanta confusione crea tra gli elettori, per passare a un più convenzionale maggioritario a turno unico. L’altro emendamento al testo di legge in vigore prevede di legare il numero dei sostegni per la candidatura al 2 o al 3 per cento dei connazionali aventi diritto di voto alla consultazione successiva, a differenza delle 30 firme che sono richieste attualmente. L’ultima modifica riguarda la sostituzione del deputato eletto a cui viene a cessare l’incarico durante la legislatura. Finora era sostituito dal primo dei non eletti. Con il sistema maggioritario, invece, sarebbero indette elezioni anticipate. Come ci ha dichiarato il deputato Žiža, il nuovo modello riscuote ampio sostegno tra le forze politiche slovene. Attenderà se possibile, di essere presentato congiuntamente alle riforme del sistema elettorale per i partiti politici, che assegna gli altri 88 seggi in Parlamento. La Corte costituzionale ha stabilito che va rivista l’estensione territoriale degli 88 distretti elettorali sloveni, che compongono le otto circoscrizioni in cui è suddiviso il Paese. Le attuali norme non consentono di realizzare le intenzioni del legislatore, che voleva assicurare l’elezione di un parlamentare in ogni circoscrizione. Ciò non accade per scompensi nel numero di elettori da zona a zona, per l’affluenza alle urne e per la suddivisione dei seggi a livello nazionale per le liste che non superano la soglia richiesta a livello regionale. I partiti rappresentati alla Camera di Stato sono divisi sulla strada da scegliere per rispettare, nei due anni previsti, la sentenza della Corte costituzionale. Nella fase successiva si formeranno due gruppi di lavoro, comprendenti anche illustri giuristi. 

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    Last modified on Sabato, 19 Gennaio 2019 11:22

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