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    L’ingiunzione sul sindaco cade nel vuoto

    CAPODISTRIA | I giudici del Tribunale amministrativo di Nova Gorica hanno respinto la richiesta d’ingiunzione temporanea del mandato del sindaco di Capodistria Aleš Bržan, in quanto infondata, presentata da Boris Popovič tramite il suo rappresentante legale Franci Matoz. Aveva reagito alla decisione del Consiglio comunale che aveva confermato il mandato di Bržan sulla base delle elezioni dello scorso anno, risolte con un risicato scarto al ballottaggio. A causa di presunte irregolarità ai seggi e la minima differenza espressa in soli sette voti, Popovič fece appello alla Commissione elettorale municipale che respinse la sua obiezione, confermando i risultati ufficiali. Successivamente, Popovič fece ricorso presso il Consiglio comunale per conteggiare nuovamente le schede, ma il suo appello venne respinto durante la seduta costitutiva del 21 dicembre scorso. Il 10 gennaio Popovič presentò una denuncia contro la decisione del Consiglio municipale e il giorno successivo anche la mozione per l’ingiunzione provvisoria del mandato del sindaco. In conformità alle disposizioni della legge sulle elezioni locali, il Tribunale amministrativo si è espresso in tempi brevi sulla richiesta d’ingiunzione, mentre ha a disposizione 30 giorni per deliberare sulla ripetizione del conteggio delle schede elettorali. Nell’emettere la prima sentenza, i giudici del Tribunale di Nova Gorica hanno tenuto conto che l’ordinanza provvisoria avrebbe causato una situazione illecita, in quanto il Comune di Capodistria non avrebbe avuto alcun rappresentante legale e non avrebbe potuto operare. L’ex primo cittadino Boris Popovič ha il diritto di ricorrere alla Corte suprema contro la decisione del Tribunale amministrativo, ma da quanto rilevato dall’avvocato Matoz vi rinuncerà confidando in una soluzione positiva della richiesta principale.

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    Last modified on Mercoledì, 23 Gennaio 2019 14:59

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