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Italiani, esuli e rimasti nei ritratti fotografici

By ma Aprile 26, 2019 83

CAPODISTRIA | Il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di studi umanistici dell’Università del Litorale ha ospitato la prima tappa della mostra fotografica “Italiani d’Istria, chi partì e chi rimase. Storie orali e ritratti fotografici raccolti da Lucia Castelli fra Pirano e Fossoli”. L’incontro con l’autrice di ieri mattina è stato moderato da Nives Zudič Antonič. “Nel 2011, anno del 150.esimo anniversario dell’Unità d’Italia, mi sono resa conto che quelle celebrazioni non comprendevano le terre dove sono nati i miei genitori”, ha esordito Lucia Castelli, spiegando le motivazioni che hanno portato alla nascita della sua mostra-studio. Con il sostegno della Fondazione “Campo Fossoli” e la supervisione scientifica del Centro Etnografico del Comune di Ferrara, l’autrice, a partire dal 2014 ha raccolto le testimonianze orali e realizzato i ritratti fotografici di una cinquantina di “Italiani d’Istria” che oggi vivono tra Bologna, Firenze, Modena e Trieste, ma pure di alcuni che decisero di rimanere, faticosamente, nella terra d’origine. “Non tutte le persone che ho contattato hanno accettato di partecipare al progetto. Le ferite legate agli avvenimenti passati sono ancora aperte e non se la sono sentiti, ma mi hanno comunque incoraggiato”, ha spiegato la Castelli. Dopo una prima riflessione sul proprio passato concretizzata nel 2013 nella mostra “Villaggio San Marco”, nome del campo profughi di Fossoli, in provincia di Modena, all’interno della quale l’autrice trascorse la propria infanzia, Lucia Castelli ha portato avanti le sue ricerche lavorando su un progetto più ambizioso, aggiungendo le sezioni dedicate a chi partì e a chi rimase. Le fotografie costruite sono contenute anche nella pubblicazione che accompagna la mostra. All’interno del libro è presente, inoltre, un’appendice di approfondimento. È stato adoperato il metodo di ricerca etnografico, di conseguenza, le testimonianze sono riportate come sono state registrate. Con un filmato che ripercorre sinteticamente i contenuti della mostra, l’autrice ha mostrato agli studenti e ai docenti presenti i volti e i ricordi di alcuni esuli e rimasti, come Clara Sferza che ricorda la non buona accoglienza della gente del posto. “Oltre al fatto che l’Emilia Romagna è stata da sempre la roccaforte del potere comunista in Italia, si trattava del Dopoguerra ed era presente un conflitto per i posti di lavoro”, ha precisato Lucia Castelli. Giovanni Martini, titolare del negozio di alimentari all’interno dell’ex campo di concentramento fascista, dove è stato allestito il campo profughi di Fossoli, si recava, invece, spesso a Trieste per comperare i prodotti locali, come crauti e salsicce, visto che nella pianura Padana era difficilissimo trovare i sapori delle terre istriane. Tra i rimasti ha dato il suo contributo anche il piranese Sergio Perentin, rimasto perché oltre il confine avrebbe faticato a trovare lavoro come pescatore, mestiere che ama profondamente ancora oggi. All’incontro ha presenziato pure Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana, che ha colto l’occasione per lodare la ricerca sensibile svolta dalla Castelli, specie dopo i tentativi di strumentalizzazione della storia ai quali si è assistito negli ultimi mesi. “Il Novecento deve essere ricordato per tutti i crimini che sono stati commessi. Il pregio di questo lavoro è quello di cercare di ricordare un dramma senza accusare e pretendere di fare un trattato di storia. Sottolineo, specie per gli studenti qui presenti, che è importante capire quello che è avvenuto, studiare la storia, il perché anche del dialetto istroveneto e il motivo per il quale è stato registrato come patrimonio culturale immateriale della Slovenia. Quello che bisogna cercare di fare è educare al multiculturalismo e al plurilinguismo”, ha spiegato Tremul. L’autrice della mostra ha incontrato il pubblico anche in Casa Tartini in serata, mentre domenica avrà luogo l’inaugurazione ufficiale, nell’ambito della Festa del patrono di Pirano, San Giorgio. L’introduzione alla mostra sarà a cura dello storico Kristjan Knez, presidente della Società di studi storici e geografici di Pirano.

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Last modified on Venerdì, 26 Aprile 2019 11:39