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    Porto di Fiume. Che sia la volta buona?

    By Damir Cesarec Marzo 23, 2019 425
    Porto di Fiume. Che sia la volta buona? foto: Željko Jerneić

    La progettualità e il futuro del porto sono stati il leitmotiv del convegno “Le potenzialità del porto di Fiume” tenutosi ieri nell’albergo Bonavia e organizzato dal quotidiano in lingua croata Novi list, evento che di fatto ha chiuso la settimana di celebrazioni dei 300 anni dalla proclamazione del Porto franco. Come osservato dagli otto relatori, Fiume può e deve rappresentare l’hub naturale all’interno dello scacchiere del Mediterraneo, a maggior ragione considerando che in questo bacino transita il 21 per cento del traffico mondiale. Infatti, tutti i porti dell’Adriatico rappresentano la via preferenziale per accogliere le navi che via Suez provengono dall’Estremo Oriente, con merci dirette verso il Centro Europa. Senza tralasciare lo sviluppo dell’Africa mediterranea, che creerà nuovi mercati e di conseguenza anche nuove prospettive dei traffici nell’Adriatico. C’è dunque tanto lavoro da fare, criticità da eliminare e punti di forza da sostenere, creando adeguate condizioni di concorrenzialità.

    La nuova ferrovia entro il 2030

    “Fiume possiede tutte le caratteristiche per affermarsi come il principale centro intermodale dell’Alto Adriatico, ma per ambire a ciò deve essere sostenuta da una logistica e da una rete d’infrastrutture che ne aumentino l’attività – ha sottolineato il ministro del Trasporti, Oleg Butković –. Finora sono stati investiti 390 milioni di euro, in larga parte finanziati attraverso i fondi europei, a partire dal progetto Rijeka Gateway, avviato nel 2003 e che si concluderà tra due mesi, il cui elemento principale è costituito dalla costruzione del terminal container Zagreb Deepsea (molo Zagabria, nda) per il quale abbiamo già indetto il concorso per trovare il concessionario. Altro presupposto cruciale riguarda l’infrastruttura ferroviaria, per innescare tutti quei processi strutturali necessari a rendere il porto adatto a un rapido ed efficace smistamento di container. Il binario Fiume-Zagabria verrà completato entro il 2030”.

    Delta zona residenziale

    In questa settimana è stato esaltato il glorioso passato del porto. Oggi, invece, la realtà è ben diversa. “La Guerra d’indipendenza ha inevitabilmente portato a una grave involuzione delle attività portuali perché una volta che perdi le merci, è molto difficile farle tornare. È nel periodo successivo, dal 1995 al 2000, che è stato perso molto tempo e gran parte della responsabilità ricade sullo Stato che non ha preso le misure necessarie per rilanciare il porto. Il progetto Rijeka Gateway, e quindi il molo Zagabria, doveva venire concluso molto prima. Ad ogni modo, la conclusione di tutti i progetti previsti darà il via al ripensamento del Delta come zona residenziale provvista di alberghi, appartamenti e il marina nel Porto Baross”.

    I limiti dei competitor

    Lo scorso anno il terminal di Brajdica ha superato per la prima volta quota 200mila TEU, una crescita del 4 per cento rispetto al 2017. Numeri, tuttavia, ancora lontani da quelli dei principali competitor, come ha voluto rimarcare il presidente della Regione, Zlatko Komadina.
    “Sarebbe il caso di chiederci come mai siamo così indietro rispetto a Capodistria e Trieste. Un Paese che si affaccia sul mare non può prescindere esclusivamente da un porto, ma anche da cantieri navali e compagnie di navigazione. Purtroppo però la cantieristica è in ginocchio e i grandi armatori non ci sono più. Il tempo non è nostro alleato e gli altri player alto adriatici viaggiano veloci”.
    Puntuale è arrivata la replica del direttore dell’Autorità portuale, Denis Vukorepa. “Le cose non stanno esattamente così: Capodistria, Trieste e Venezia hanno raggiunto il loro limite massimo e non sono più in grado di estendere ulteriormente i loro spazi. Fiume, di contro, lo sta facendo, oltre a poter contare su fondali più profondi che consentono di accogliere navi più grandi. Questo ci consentirà entro il 2026 di movimentare un milione di TEU”.
    Insomma, dopo anni di promesse, ventilati slanci e rilanci, e dopo migliaia di parole spese, finalmente qualcosa si sta muovendo. Che sia davvero la volta buona?

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    Last modified on Sabato, 23 Marzo 2019 09:34

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