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    Modex Cres 2019 Sinergia è sinonimo di forza

    By Ivana Precetti Aprile 09, 2019 391
    Modex Cres 2019 Sinergia è sinonimo di forza foto: Goran Žiković

    CHERSO | Quant’è pronta l’Europa per gli incendi di vaste dimensioni, come ad esempio quelli che hanno coinvolto recentemente la Svezia e la Grecia? Ma soprattutto, quanto sono attrezzati i Paesi membri a intervenire in maniera congiunta laddove ce ne fosse il bisogno? Si avrà modo di capirlo al termine della prima grande esercitazione internazionale di spegnimento dei fuochi boschivi “Modex Cres 2019”, progetto pilota dell’Unione europea, iniziato domenica scorsa sull’isola di Cherso, alla presenza di 300 partecipanti, tra Vigili del fuoco e forze di Protezione e Difesa civile, provenienti da una decina di Paesi membri. Il Parlamento europeo, infatti, ha approvato di recente una proposta per rafforzare la protezione civile dell’UE, cioè quel meccanismo che in caso di gravi catastrofi – naturali o causate dall’uomo, come incendi boschivi o inondazioni – permette agli Stati di chiedere l’aiuto degli altri Paesi membri e che prima funzionava su base volontaria, e quindi era fortemente limitato, soprattutto quando si verificavano contemporaneamente catastrofi in più Paesi membri. Negli ultimi due anni, poi, questo meccanismo era risultato inefficace e lento soprattutto durante la stagione estiva. Con la nuova legislazione, voluta fortemente anche dalla Commissione Europea e concordata con il Consiglio nel dicembre scorso, è stato istituito un nuovo meccanismo d’intervento che permetterà all’Unione di rispondere con maggiore efficacia alle catastrofi, e soprattutto migliorerà le attività di prevenzione. Il nuovo sistema metterà a disposizione dei Paesi, mezzi aerei come i Canadair per combattere gli incendi boschivi, unità di pompaggio ad alta capacità, ospedali da campo e squadre mediche d’emergenza per aiutare le popolazioni locali. Il meccanismo è pensato soprattutto per aiutare quegli Stati che da soli non riescono a rispondere in modo efficace alle emergenze sul loro territorio. Le risorse europee saranno aggiunte a quelle dei Paesi nazionali, e non sostituite. Per il biennio 2019-2020 il Parlamento e il Consiglio europeo hanno deciso di stanziare 205 milioni di euro per garantire il funzionamento del nuovo meccanismo.



    In virtù di tutto ciò, ma forse anche del fatto che tra il gennaio e il giugno del 2020 eserciterà la Presidenza del Consiglio dell’UE, è spettato proprio alla Croazia ospitare questo, per innumerevoli aspetti, importantissimo progetto pilota. Perché proprio Cherso? Perché a suo favore giocano lo specifico clima e la particolare configurazione geografica, ma anche la presenza dello scalo traghetti: un insieme di caratteristiche estremamente vantaggiose, che hanno contribuito a simulare con maggiore efficacia un’azione di spegnimento di grande portata.

    Cooperazione a livello europeo

    L’azione “Modex Cres 2019” rientra nel progetto europeo “Romex” ed è parte del Meccanismo di protezione civile dell’UE, il cui obiettivo di fondo è migliorare e rafforzare la collaborazione dei Paesi membri. Dei complessivi 34 che ne fanno parte, una decina sono impegnati in questi giorni – l’esercitazione terminerà il 10 aprile – sull’isola quarnerina e, oltre al contingente misto croato, aderiscono al progetto anche moduli provenienti da Italia, Grecia, Spagna, Francia, Austria, Romania e Bulgaria. La Croazia aveva partecipato nel 2008 a un’azione simile, anche se all’epoca non faceva ancora parte della Comunità europea. Oggi, circa un decennio dopo, ha l’onore di essere la prima a organizzare un evento di questo tipo, che servirà a porre le basi per i futuri interventi di cooperazione a livello europeo. La scelta della Croazia – la riunione di lavoro definitiva volta a concordare gli estremi dell’azione si era svolta nel marzo scorso negli ambienti della Comunità degli Italiani di Cherso – non è stata casuale, grazie soprattutto al suo ottimo servizio antincendio, la tecnologia avanzata e a Vigili del fuoco molto preparati, che aggiornano costantemente le proprie nozioni e abilità sul campo.

    Innumerevoli vantaggi

    A una delle esercitazioni previste per i cinque giorni di durata del progetto, hanno partecipato ieri alcuni dei massimi rappresentanti governativi a livello europeo, nazionale e locale, tra cui il ministro dell’Interno, Davor Božinović, il quale ha voluto sottolineare che “la Croazia ha da sempre appoggiato questo nuovo metodo d’intervento e oggi, ospitando e organizzando un evento come questo, ha fatto un ulteriore passo avanti. In questo periodo di transizione del progetto metteremo a disposizione dell’UE due Canadair delle Forze militari croate e due elicotteri del Ministero degli Interni. Otterremo, dal canto nostro, la copertura del 75 p.c. delle nostre spese complessive, che equivale a circa 2 milioni di euro, e che finora erogavamo da soli. Oltre ad assicurarci vantaggi finanziari, nell’ambito del progetto avremo modo di porgere aiuto e contribuire con le nostre forze laddove ciò sarà necessario”. Il ministro è stato affiancato dal Commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi dell’UE, il cipriota Christos Stylianides, il quale ha lodato i contingenti misti di tutti i Paesi partecipanti, ma soprattutto quello croato, che “da quanto ho avuto modo di vedere sul campo, vanta un sistema di Protezione civile d’altissimo livello”. “Progetti come il Modex – ha aggiunto –, sono d’essenziale importanza per il lavoro che intendiamo portare avanti in futuro, un lavoro prettamente sinergico che consente di riunire in un tutt’uno il necessario ‘know how’ di tutti i Paesi membri”.
    Ai media si è rivolto anche Slavko Tucaković, comandante supremo del Vigili del fuoco della Croazia, secondo il quale “progetti come questo contribuiscono all’innalzamento del livello di sicurezza dei cittadini di tutta Europa, assicurando loro un maggiore grado di protezione. Mi rende particolarmente fiero, oltre che onorato, il fatto che la sua prima edizione si tenga proprio in Croazia, che con azioni di spegnimento è... di casa e le cui forze svolgono esercitazioni quotidianamente. Sono sicuro che il nostro Paese, in questo caso Cherso, giustificherà appieno quelle che sono le aspettative dell’Unione europea per quanto concerne il progetto, dimostrando la sua alta expertise”.
    All’appuntamento non è mancato il ministro del Turismo, Gari Cappelli, già sindaco di Lussinpiccolo, il quale ha precisato che la Croazia è uno dei Paesi europei più sicuri in assoluto. “Un vantaggio riconosciuto dai nostri ospiti e uno dei motivi per i quali il nostro Paese è il primo a ospitare quest’esercitazione”, ha detto.
    Le autorità hanno visitato ieri il campeggio Kovačine, in cui sono sistemati i vari team d’intervento, e assistito a una serie di spegnimenti nei settori di Vodice, Pržić e Grabujev, uno dei quali con l’ausilio di tre Canadair.

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    Last modified on Martedì, 09 Aprile 2019 10:34

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