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    San Servolo Il rispetto della tradizione

    By Erika Barnaba Maggio 30, 2018 499

    BUIE È da molto tempo che a Buie il Santo patrono San Servolo non viene festeggiato con una tre giorni. Il triduo, iniziato il 24 maggio, giorno in cui nel calendario cattolico si festeggia il Santo patrono, comprendeva incontri, Sante messe, adorazioni eucaristiche e concerti, tutti di carattere spirituale. Il ricco programma è stato organizzato dalla Parrocchia buiese, oggi guidata da don Vladimir Brizić e dal cappellano don Marčin Majden.


    La statua della Santa

    I primi due giorni del triduo si sono tenuti nella chiesa della Madonna della Misericordia (costruita nel 1587) in Piazza Libertà, nella quale si trovano anche il campanile risalente al XVII secolo e il museo etnografico. Sulla parte esterna dell’architrave della porta laterale sinistra della chiesa, è scolpito l’anno 1587, per ricordare l’anno della conclusione dei lavori, mentre davanti alla chiesa si trovano un pittoresco “frescal” del 1590 e un campanile alto 22 metri.
    Un insolito avvenimento determinò il destino di questa chiesa per cui questa fu costruita fuori dalle mura cittadine. Nei vecchi documenti è scritto che nel 1497 al ricco Paolo Razizze di Buie apparve in sonno la Madonna; a seguito di quest’esperienza, si recò in un’officina veneziana per portare a Buie la statua della Santa. Al ritorno faceva già buio e la porta cittadina era chiusa. Passando la notte davanti alle mura cittadine, la mattina non poté, neanche con l’aiuto della gente del posto, spostare la statua dal luogo in cui l’aveva posata. Questo fu il segno che qui, fuori dalle mura cittadine, doveva venir costruita la chiesa. La notizia dell’evento miracoloso si diffuse fra i fedeli del posto che così divenne luogo di pellegrinaggio.


    Semplice e armoniosa

    L’architettura, a prima vista semplice, ma armoniosa, custodisce al suo interno delle pregiate opere d’arte di inestimabile valore. Gli storici d’arte ritengono che la scultura della Madonna della Misericordia, opera degli artigiani veneziani Paolo Campsa e Giovanni di Malines, sia una delle statue in legno più belle dell’Istria. Sono stati don Marčin Majden e don Mladen Milohanić, parroco di Buie emerito, a inaugurare i festeggiamenti con una Santa Messa, seguita dalla distribuzione del sacramento dell’unzione degli infermi durante la celebrazione eucaristica.

    La processione dei ministranti

    Il secondo giorno dei festeggiamenti in onore di San Servolo è iniziato con una processione dei ministranti che hanno accompagnato i sacerdoti don Michele Cittadino di Fiume, don Bernard Jurjević di Barbana che ha celebrato anche la Santa Messa, don Mladen Milohanić, don Marčin Majden e don Vladimir Brizić, parroco di Buie. Dopo la Santa Messa, si è tenuta anche l’adorazione animata dai giovani dell’associazione Cuore Aperto di Buie, che hanno accompagnato con canti musicali anche le celebrazioni eucaristiche.
    Il terzo giorno i festeggiamenti si sono spostati nel Duomo di S. Servolo, denominato così in onore del patrono della città e ubicato a pochi metri dal campanile, che sono situati nella piazza omonima nel fulcro del centro storico, sul colle. Il Duomo è la chiesa principale di Buie e uno dei più importanti monumenti tardobarocchi in Istria. Presenta dimensioni monumentali e viene usata soltanto nelle ricorrenze più solenni. Eretto nella seconda metà del XVIII secolo, nel punto in cui prima si trovava una chiesa romanico-gotica a tre navate del XIII secolo, gli elementi dell’edificio più antico sono inseriti in quello nuovo, di modo che ancor oggi sono visibili sulla facciata. Il portale presenta delle ricche decorazioni ed è uno dei più belli in Istria, mentre la facciata incompiuta testimonia anche le condizioni durante la tarda amministrazione veneziana, epoca in cui fu costruito San Servolo.

    La Torre veneta

    Un luogo monumentale e diafano, oltre ai sette altari riccamente decorati, il pulpito e il lampadario, nel ricco inventario della chiesa si distingue il famoso organo del 1791 costruito da Gaetano Callido. Le statue marmoree di San Sebastiano e San Servolo, realizzate nel 1737 con il marmo di Carrara, rappresentano un vero capolavoro, opera del maestro veneziano Giovanni Marchiori. A poca distanza si trova la Torre veneta, nota anche come torre di San Martino, una fortificazione pentagonale che costituiva parte delle mura di cinta del castelliere. Era usata come vedetta per il controllo della presenza di nemici nella valle circostante. Rimane la parte del muro di cinta meglio conservata.


    Il giro della città vecchia

    Sabato, la Santa Messa è stata celebrata da don Roko Smokrović di Borovje (Zagabria), in presenza dei sacerdoti della Parrocchia di Buie e numerosi fedeli del posto, ma anche provenienti da diverse località istriane. Subito dopo, all’aperto si è tenuto un concerto di canzoni spirituali al quale hanno partecipato Danijel Damianović con i gruppi Milost e Kumi, Davor Terzić, i giovani della Parrocchia di Petrovia e quelli della “Cuore Aperto” di Buie.
    Un’atmosfera piacevole e delicata che ha acceso nei presenti e partecipanti un sentimento di gratitudine nei confronti dell’organizzatore, don Vladimir Brižić, proponendogli di far rivivere il triduo come una tradizione. Nella giornata conclusiva di domenica, si è tenuta la tradizionale e solenne processione con tutti i parrocchiani che hanno fatto il giro della città vecchia, partendo dalla Chiesa della Madonna per concludersi nel Duomo di San Servolo, accompagnati dalla banda della CI locale. Alcuni dei bambini indossavano l’abito bianco della prima comunione mentre altri erano vestiti da paggetti.

    Bisi, carciofi e busolai...

    Durante la processione, la tradizione impone di fermarsi in piazza piccola, con veduta sui campi, dove viene distribuita la benedizione alla Città come pure ai vigneti, uliveti e altre zone agricole, da sempre importanti per la storia del posto. Sono seguiti la Santa Messa celebrata da don Dejvis Martinović, vicario parrocchiale di Umago, la benedizione con le reliquie di S. Servolo e un rinfresco in piazza. A rappresentare le autorità cittadine il sindaco della Città di Buie, Fabrizio Vižintin, il presidente del Consiglio cittadino, Rino Duniš e il capo della stazione di polizia Ljubo Žaja. Per San Servolo da tradizione si mangiano piselli (bisi), carciofi e busolai, tipico pane dolce locale. Da sempre le feste e le tradizioni popolari e religiose fanno parte del ricco patrimonio culturale e popolare di Buie.

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    Last modified on Mercoledì, 30 Maggio 2018 10:03