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    La «Giusto Curto» vittima di rivendicazioni personali?

    By Cristina Golojka Giugno 12, 2018 507

    ROVIGNO | “La nostra associazione è soggetta a pressioni e molestie da parte di taluni individui dell’amministrazione cittadina e dietro tutto a ciò si nasconde un serio problema politico”. È quanto dichiarato dai rappresentanti dell’Associazione artistico-culturale “Giusto Curto”, i quali hanno indetto una conferenza stampa, amareggiati dei risultati negativi ottenuti al Concorso per l’assegnazione dei mezzi finanziari alle associazioni locali, bandito della Città di Rovigno.

    “Siamo dell’opinione che il lavoro svolto dalla Commissione che ha valutato i programmi candidati al Concorso sia di gran lunga sotto al livello dei rapporti democratici all’interno della comunità rovignese e contro alle aspettative dei cittadini che si sono riuniti nell’Associazione ‘Giusto Curto’, fondata con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale e musicale rovignese”, ha spiegato il presidente Aldo Arianno Dapas.

    Due anni senza mezzi finanziari

    L’Associazione è stata fondata il 18 novembre 2015. Un anno più tardi, verso la fine del 2016, in seguito a una decisione della Città, è stato modificato il regolamento del Concorso, in modo da dare soltanto alle associazioni attive almeno due anni il diritto di accedere ai fondi del Bilancio cittadino, mentre fino ad allora il criterio prevedeva come minimo un anno di attività. Secondo i rappresentanti della “Giusto Curto”, si tratta di un atto incomprensibile che va a penalizzare sin dall’inizio ogni associazione neofondata. Ad argomentare tale decisione a una delle sedute del Consiglio municipale è stata la caposettore per gli Affari sociali Edita Sošić- Blažević, dichiarando che la Città non può finanziare un’associazione soltanto perché esiste: al contrario, i fondi pubblici vanno meritati mediante l’attività.
    “Abbiamo operato, dunque, per due anni, senza poter usufruire dei mezzi pubblici. Nonostante ciò abbiamo organizzato 18 spettacoli a Rovigno, abbiamo partecipato a 6 manifestazioni organizzate da altre associazioni e istituzioni, ci siamo esibiti in trasmissioni televisive e programmi radio, presentando i valori culturali rovignesi anche fuori dalla nostra località e oltre i confini dell’Istria, dove siamo stati invitati a partecipare a 42 spettacoli ed eventi vari”, ritengono i membri dell’Associazione, concludendo che il grande interesse del pubblico per le loro manifestazioni è un chiaro indicatore che i cittadini di Rovigno hanno riconosciuto il loro impegno.

    Candidatura respinta

    Quest’anno, la “Giusto Curto” ha ottenuto il diritto di presentare richiesta al Concorso pubblico al quale ha candidato 3 progetti: una serata multimediale in ricordo del grande poeta dialettale Giusto Curto in occasione del 30º anniversario dalla sua scomparsa, quindi la mostra di lavori tratti dalla più grande collezione di fotografie antiche scattate a Rovigno e la presentazione della monografia di uno dei grandi maestri della fotografia rovignese, Virgilio Giuricin.
    La Commissione ha respinto la candidatura di tali progetti, per la cui realizzazione alla “Giusto Curto” non è stato assegnato alcun tipo di finanziamento. “La Commissione – spiega Dapas – ha ritenuto che nostri i membri sono incompetenti e inesperti, che non sono in grado di portare avanti un’associazione e, di conseguenza, i progetti candidati non risultano interessanti per la comunità rovignese. Nonostante ciò, noi abbiamo comunque realizzato il progetto della serata in ricordo del grande poeta dialettale Giusto Curto che si è tenuta il 26 maggio in un teatro Gandusio gramito di pubblico, il quale ci ha applauditi calorosamente”.

    Questioni politiche?

    “Siamo d’accordo che i finanziamenti pubblici dal Bilancio cittadino debbano essere meritati con programmi di interesse per tutta la comunità, ma ci chiediamo se nel procedimento di selezione e valutazione vengano infiltrati anche altri criteri che poco hanno a che fare con la cultura. Il problema sarà forse che si tratta di progetti organizzati dalla ‘Giusto Curto’?” si chiede Dapas, prendendo come argomento il discorso del vicesindaco Marino Budicin, il quale alla seduta del Consiglio cittadino tenutasi il 20 marzo scorso, ha dichiarato che la “Giusto Curto” sta tentando di sostituire le attività della locale Comunità degli Italiani, l’unica rappresentante qualificata della minoranza autoctona. Quindi, ritengono dalla “Giusto Curto”, il vicesindaco trova che l’Associazione minacci l’unitarietà della CNI a Rovigno. “Ciò non si evince, però, dagli obiettivi del nostro Statuto, simili invece a quelli dell’Associazione “Casa della batana”. 
    “Però – aggiunge Dapas – mentre la ‘Casa della batana’ non viene considerata un pericolo, noi sì. Vorrei chiedere pubblicamente a Marino Budicin perché ciò avviene? Perché veniamo trattati in maniera differente dalle altre associazioni? Dalle sue dichiarazioni pubbliche apprendiamo che, in quanto presidente della CI, è contrario alle politiche dei vertici dell’Unione Italiana, ma riteniamo che in quanto a vicesindaco debba operare nell’interesse di tutti i cittadini”.

    Un invito a dialogare

    “La ‘Giusto Curto’ non tratta questioni politiche, tantomeno legate alla CNI, ma si ritrova penalizzata a causa di una politica che non ci riguarda”, ritengono dall’Associazione. “I nostri membri presenziano regolarmente agli spettacoli della CI e altrettanto i membri della CI e della SAC ‘Marco Garbin’ sono presenti ai nostri spettacoli. A causa della politica di singoli alla fine gli sconfitti risultano la Città e i suoi cittadini” ha concluso Dapas, lanciando un appello al sindaco ad accoglierli in Municipio per cercare di trovare una soluzione a tale problema.

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