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    Una Pasqua baciata dal sole

    By Daria Deghenghi Aprile 22, 2019 93
    Una Pasqua baciata dal sole Dusko Marusic/PIXSELL

    A prescindere dalla data del calendario in cui cade, il fine settimana della Pasqua è sempre uno spartiacque del tempo che abbiamo a disposizione di un anno. Intanto, il mondo cattolico festeggia la resurrezione di Cristo, e quindi, per estensione, la vittoria della vita sulla morte e la certezza della vita eterna a patto che quella terrena sia stata condotta nello spirito dell’insegnamento morale cristiano. In secondo luogo si sveglia dal suo solito letargo l’industria alberghiera e l’indotto che la serve: quindi non solo alberghi, affittacamere, ristoranti e villaggi turistici, ma anche i negozi di carattere stagionale e tutti i punti vendita che chiaramente fanno più affari in estate che in inverno. Infine festeggiano gli stessi atei, benché a modo loro, perché comunque c’è una primavera davanti e un’estate da vivere, e ciò significa giornate più lunghe, vacanze al mare, serate appassionanti, divertimento assicurato.

    Cura delle tradizioni

    Nel fine settimana che ci siamo lasciati alle spalle i fedeli cristiani hanno dunque celebrato il Venerdì Santo, quindi la Veglia pasquale e finalmente la domenica di Pasqua, per chiudere la Settimana santa con il Lunedì dell’Angelo, ritrovandosi in famiglia, abbandonandosi a scampagnate e gite fuori porta, concedendosi lunghe passeggiate in riva al mare e chiaramente frequentando pizzerie e trattorie, ristoranti e bar, chi in famiglia e chi in compagnia d’amici.
    Quanto poi alla serata del Sabato santo, i fedeli hanno gremito le chiese della città e dell’anello periferico per assistere alle celebrazioni della Veglia pasquale e l’indomani sono tornati negli edifici di culto per la Messa solenne di Pasqua, l’apoteosi del Triduo e della Settimana santa. Uno dei riti più caratteristici è la cerimonia della benedizione del cibo, che i fedeli si portano in chiesa nei cestini di vimini contenenti generalmente uova sode decorate a festa, quando non dipinte a mano, prosciutto e pinze, biscotti e dolcetti sfusi, spesso di produzione casereccia. Le messe di Pasqua sono state celebrate in tutte le parrocchie del Polese, Duomo compreso, dove la messa in lingua italiana è stata cantata dal coro misto della società artistico-culturale “Lino Mariani” e officata da Don Desiderio Staver. Tra i fedeli pertanto soprattutto connazionali, che si sono uniti al coro nel canto delle più amate melodie della liturgia domenicale. Stesso discorso per la domenica di Pasqua nella Chiesa parrocchiale di San Biagio a Dignano, dove la messa italiana è stata cantata dal coro misto della locale Comunità degli Italiani. In chiesa anche qualche turista non italiano che, pur di onorare la massima festa cristiana, ha deciso bene di ignorare tutte le barriere linguistiche e unirsi ai locali nell’osservazione dei riti liturgici pasquali.

    Mercati, frittata è fatta

    Gli habitué delle sagre popolari non si sono persi l’ennesimo appuntamento di sabato mattina in piazza Primo maggio e in piazza del Popolo, dove l’azienda che gestisce i mercati civici festeggia tutte le feste comandate con la solita frittata gigante, condita a seconda della stagione con carne, germogli e ortaggi di stagione. Questa volta sono finite in padella 1.500 uova strapazzate e la bellezza di 20 chilogrammi di asparagi selvatici, qualche chilogrammo di scalogno e sette litri di eccellente olio d’oliva extravergine a garanzia di quel poco di dolcezza necessaria ad ammorbidire il deciso aroma dell’asparago selvatico. Ad impugnare il cucchiaio - una pala - la vicesindaco Elena Puh Belci, ormai piuttosto abile nello sfamare centinaia e centinaia di concittadini. Al suo fianco anche lo chef e promotore della rassegna, Budimir Žižović. Tra gli “affamati” del sabato mattina non solo polesi, ma anche turisti stranieri che mostrano di gradire molto la generosità di Pola in occasione delle feste cattoliche e delle relative sagre popolari.
    La Pasqua e il Lunedì dell’Angelo sono stati celebrati in grande stile pure a Fasana. Ieri in piazza Santi Cosimo e Damiano era in bella vista una pinza lunga ben 10 metri per la gioia del palato dei residenti e dei primi ospiti.

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