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    Toccante Concerto pasquale allo «Zajc»

    FIUME | Ha riscontrato ottimo successo il tradizionale concerto di Pasqua affidato questa volta all’Orchestra da camera di Fiume, diretta da David Stefanutti, con solisti Petar Kovačić al violoncello e Josip Nemet alla fisarmonica. In programma la V Suite di Bach per violoncello, “4’33’’ ” di John Cage e “Sette parole” di Sofia Gubaidulina, per violoncello e fisarmonica.

    A un certo punto della sua carriera i lavori di Gubaidulina assunsero connotazioni religiose nella linea di Messiaen: i temi della gioia e della croce emergono in un complesso simbolismo strumentale in “In croce” (1979) per violoncello e organo, “Jubilatio” (1979) e “Sette parole” (1982) per violoncello, fisarmonica e archi. L’essenza del sacro come unità cosmica che si manifesta nell’arte è il filo conduttore spirituale delle opere scritte dagli anni ‘80, a cui la compositrice deve il successo internazionale. In questo contesto si collocano appunto le “Sette parole” interpretate da Kovačić e Nemet in maniera toccante.
    “Se dovessi pensare alla musica come alla mia religione, allora queste sei suites sarebbero la Bibbia” ebbe a dire il celebre violoncellista Misha Maisky a proposito delle suite bachiane per violoncello.
    La Suite n. 5 in particolare, specie la “Sarabanda”, esprime una gamma di sentimenti raccolti e mesti. Casals ritiene che essa sia una profonda espressione di dolore, come quella della Passione secondo Matteo e della Passione secondo Giovanni. L’eccellente violoncellista fiumano, con profonda e sentita partecipazione, ha trasmesso in maniera magistrale i contenuti della Suite.
    Il concerto, un acuto intreccio di antico e moderno, è stato molto gradito dalla platea, la quale ha remunerato con prolungati applausi sia i solisti che i validissimi musicisti del complesso.

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    Last modified on Martedì, 23 Aprile 2019 11:25