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    «Effetto farfalla» L’influenza dell’arte sul mondo

    By Gianfranco Miksa Aprile 26, 2019 156
    «Effetto farfalla» L’influenza dell’arte sul mondo foto: Ivor Hreljanović

    FIUME | “Ogni volta che scartate una caramella a Teatro, dall’altra parte del mondo un attore muore”. È una delle frasi tratte dal brillante e spassoso spettacolo “Effetto farfalla”, la nuova produzione del Dramma Italiano realizzata in collaborazione con l’Associazione Interdisciplinare delle Arti – La Confraternita del Chianti, che ha debuttato in prima assoluta sul palco della Casa di cultura di Sušak. La proposizione – secondo la Teoria del caos e il celebre “effetto farfalla” teorizzato da Edward Lorenz nel 1963 –, è posta a indicare come un solo, piccolissimo, innocuo, innocente gesto o avvenimento possa mutare il corso del destino, della storia, della vita, per sempre. Ed è proprio seguendo tale percorso che l’allestimento del Dramma “Effetto farfalla”, diretto da Marco di Stafano, che firma anche la drammaturgia assieme a Chiara Boscaro, si dipana come una black comedy sull’ambiente, la scienza e l’etica del potere. Il tutto in una riflessione sul rapporto tra teatro e politica e sull’influenza che l’arte può avere sul mondo.

    Una stagione travagliata

    “Effetto farfalla” è l’ultima produzione del DI di questa stagione teatrale. Una stagione di transizione partita con la nomina di Giulio Settimo a direttore della compagnia, ma anche una stagione travagliata, contrassegnata da difficoltà finanziarie, a causa del continuo ritardo nell’erogazione dei fondi provenienti dall’Università Popolare di Trieste. Una situazione che ha messo in crisi il Dramma e le sue produzioni a causa della quale il sovrintendente Marin Blažević si era detto pronto a chiudere la compagnia di prosa in lingua italiana come se nulla fosse, infischiandosene completamente degli accordi internazionali bilaterali che l’Italia e la Croazia hanno stipulato a tutela della CNI, ancora ai tempi dal Presidente Tuđman. Ebbene, nonostante le intimidazioni di ridimensionamento e minacce di far saltare le produzioni – ventilate dal sovrintendente dell’ente teatrale stesso, organismo culturale della Città dove il DI, almeno su carta, risulta parte integrante alla pari delle altre sezioni, come il Dramma Croato, l’Opera e il Balletto –, la stagione è stata portata a termine con diversi successi, di cui l’ennesima prova è proprio questo allestimento.

    Ogni azione causa reazione

    La storia di “Effetto farfalla” è un guazzabuglio d’intrighi, dove niente è come sembra, ma in egual misura anche molto intrigante, narrata in un tono spassoso, sopra le righe. La struttura narrativa si basa su varie storie che s’intrecciano, con diversi personaggi che drammaturgicamente e spazialmente sono agli antipodi. In realtà, man mano che la trama si snoda, lo spettatore viene a scoprire che i personaggi sono collegati tra di loro, ma cosa ancor più importante, che ogni loro decisione/azione politica, economica, personale che sia, possiede delle ripercussioni anche ad anni e migliaia di chilometri di distanza. E tutto questo ha delle ricadute globali, che è poi l’essenza stessa della locuzione “Effetto farfalla”.
    Lo spettacolo inizia con gli attori nel duplice ruolo di terroristi del gruppo “EF – Effetto farfalla”, che prendono in ostaggio il pubblico per costringerlo a seguire quello che hanno da trasmettere. Dopo avere presentato il loro “manifesto d’intenti”, il gruppo vuole fare ragionare gli spettatori sulle scelte, anche piccole che si fanno, e di come queste hanno portano delle conseguenze.

    EFFETTO FARFALLA DRAMMA ITALIANO 2019 6
    Tra salti temporali e flashback

    La rappresentazione è divisa in 21 quadri tra salti temporali e flashback, con una didascalista che accompagna il pubblico introducendolo nei vari momenti che accadono in scena. Il primo quadro è quello della fucilazione del dittatore rumeno, Nicolae Ceausescu e di sua moglie Elena. Si susseguono poi quelli di due scienziati, uno rumeno e uno dalla Corea del Nord, che in una stazione climatica remota, circondati da pinguini piuttosto irritati dal riscaldamento globale, svolgono ricerche scientifiche. C’è la lobbista di una multinazionale green che vuole investire nel bioetanolo, cosa che avrà ripercussioni sul mais, una consigliera con sandali alla tedesca e il presidente russo che colleziona cimeli di dittatori morti. E poi ancora i terroristi che fanno da cornice al lavoro teatrale, i granchi blu, una specie esotica invasiva, ma anche feticisti dei piedi.

    Un cast indiavolato

    “Effetto farfalla” è uno splendido esempio di teatro di battuta, pensato e ideato con il proposito di far ridere e di incitare alla riflessione su alcuni comportamenti quotidiani che diamo per scontati, ma che in realtà portano pesanti conseguenze. Il tutto miscelato nello shaker di un impianto drammaturgico, scritto a quattro mani da Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, che accoppia comicità di situazione a un’efficace, per quanto disinvolta, scrittura fondata sui caratteri. Nel trasmettere le caratteristiche ai personaggi, il merito è del cast intelligente e affiatato che recita “all’indiavolata”. In ognuno degli interpreti alberga, infatti, una leggera “follia” negli occhi, che porta a piccoli colpi di scena, a rese dei conti, a situazioni strambe e anche alla verità chiarificatrice. Assaporiamo diversi momenti di grande recitazione dall’invidiabile freschezza e divertimento, a partire da Serena Ferraiuolo che, nel ruolo della consigliera che si occupa di politiche ambientali, ci diverte con una vivacità da comica di razza. In gran forma e spumeggiante Giuseppe Nicodemo, nei duplici ruoli di Kim, un ricercatore della Corea del Nord confinato in Antartide a effettuare ricerche sui cambiamenti climatici, e di “Coso”.
    A guidare il pubblico nell’ingrovigliato schema di storie e personaggi è Leonora Surian Popov, nel ruolo della “didascalista”, che commenta, assegna ruoli, evoca i protagonisti della torbida vicenda e partecipa lei stessa all’azione. L’attrice ospite Valeria Sara Costantin, che veste i panni di May O’Brian, una lobbista per conto della Greenworld, multinazionale votata alla green economy, esprime simpatia, spigliatezza e grande versatilità espressiva. La recitazione dell’altro attore ospite, Marco Pezza, ben rende la tragicomicità dello scienziato rumeno dal passato pesante – fu nel plotone d’esecuzione dei coniugi Ceausescu – pronto a tutto pur di ottenere il Premio Nobel.
    Marco Di Stefano, che cura pure la regia, si dimostra maestro di umorismo e di teatro di battuta. Il gioco che porta avanti si basa su incastri impeccabili che consentono gustose prestazioni. L’intera vicenda è ambientata in una scena semplice ma funzionale, dove alle pareti poste ai lati prevalgono i colori blu, bianco e rosso, a indicare i colori delle bandiere di Francia, Stati Uniti, Russia e Nord Corea, luoghi dove si svolge l’azione. Belli i costumi realizzati da Manuela Paladin Šabanović, come anche le musiche di Peđa Gvozdić.
    In definitiva uno spettacolo molto diverte, con un’ottima prestazione degli attori, dove lo spettatore può abbandonarsi al piacere della risata ma al tempo stesso riflettere su uno dei temi più attuali e drammatici: quello del clima.
    Presenti tra il pubblico il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul, il presidente della Giunta UI Marin Corva, il sovrintendente dello “Zajc” Marin Blažević, il viceconsole Massimo Broglia, i caporedattori del nostro quotidiano e della rivista per ragazzi dell’Edit “Arcobaleno”, rispettivamente Roberto Palisca e Tiziana Dabović, il preside dell’Elementare italiana “Belvedere” Denis Stefan, e numerosi altri connazionali. Molti anche gli spettatori di madrelinguaa croata che hanno potuto seguire il riuscito spettacolo grazie ai sopratitoli.

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    Last modified on Sabato, 27 Aprile 2019 10:02