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    Il Primo maggio dei miracoli

    By Dario Saftich Aprile 20, 2019 107
    Il Primo maggio dei miracoli foto: Zeljko Jerneic

    I Sindacati sono dubbiosi: lasciano intendere di non credere a miracoli in zona Cesarini. Del resto i cinesi, come tanti altri potenziali investitori, avevano già sondato tempo addietro il terreno a Pola, senza poi farsi avanti. Qualche sindacalista ironicamente afferma: “Dopo i cinesi magari ci propineranno i marziani”.
    Ma la “telenovela pechinese” potrebbe essere meno peregrina di quanto sembri. Quando gli Stati e la politica ci mettono lo zampino ogni miracolo è possibile. E se l’ordine politico è di salvare i cantieri, così probabilmente sarà. Costi quel che costi. Ovvero i costi saranno ripartiti su altri capitoli. Tanto di carne sul fuoco sulla direttrice Zagabria-Pechino ce n’è a bizzeffe. Fino ai particolari curiosi. Come l’interesse degli investitori cinesi, anzi della signora Yu, a quanto pare, a trasformare l’ex Scuola politica di Kumrovec e annessi, nel paese natio del Maresciallo, in un centro turistico e magari termale, in cui il magnete per i visitatori sia il brand comunista per eccellenza, Tito. Nulla di nuovo, per carità, ci provano a Brioni, che del resto ha anche ben altro da offrire, ci prova Fiume con la nave scuola Galeb. Chissà che nel caso dei cinesi l’iniziativa abbia successo, magari sulla scorta dell’affinità ideologica. In fin dei conti anche Tito, dopo la collettivizzazione forzata iniziale, aveva aperto al mercato, magari sotto le mentite spoglie dell’autogestione.
    Che dire dello stadio di Velika Gorica da 30mila posti, nell’anello zagabrese, che gli investitori del Paese del Dragone intendono realizzare e che forse potrebbe divenire il tanto agognato stadio nazionale? Fatto sta che “arene” simili di solito sono semivuote o quasi nel campionato croato, a parte rare eccezioni. Ma anche il mondo degli affari ha bisogno di simboli, di marchi, di brand e del sostegno della politica per avere successo. E se vi aggiungiamo qualche concessione infrastrutturale il gioco è fatto. Per cui chissà che il Primo maggio non assuma da queste parti un rilievo ulteriore, a dimostrazione del fatto che ideali socialisti e capitalismo possono convivere benissimo. Altrimenti, spazio ai marziani e alle... navi spaziali.

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    Last modified on Venerdì, 19 Aprile 2019 23:31