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HRT. Scatta il boicottaggio politico

By ds Febbraio 25, 2019 192
HRT. Scatta il boicottaggio politico Goran Stanzl/PIXSELL

ZAGABRIA | La Radiotelevisione croata è al centro di una bufera. Sono sempre più numerose le formazioni soprattutto dell’area del centrosinistra che hanno deciso di boicottare le trasmissioni informative del servizio pubblico, accusato di fatto di praticare sistematicamente la censura. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza del mondo politico d’opposizione sono state però le 36 denunce che la Radiotelevisione ha sporto nei confronti di singoli giornalisti, ma anche di altre testate informative, con richieste di risarcimenti da capogiro. A finire sul banco degli imputati sono stati persino giornalisti dello stesso servizio pubblico. Il primo a muoversi con determinazione è stato l’Ordine dei giornalisti che ha avviato la campagna “Giù le mani dal giornalismo”. A quest’iniziativa si sono uniti con il boicottaggio della Radiotelevisione la Coalizione di Amsterdam, di cui fa parte anche la Dieta democratica istriana, il Partito socialdemocratico, lo schieramento Pametno, una trentina di organizzazioni della società civile...

Le scuse di Maras

A suscitare scalpore però è stata in particolare la decisione del deputato socialdemocratico Gordan Maras di cacciare l’équipe della RTV pubblica dalla conferenza stampa indetta ieri a Zagabria. Pur senza per questo solidarizzare con l’ente radiotelevisivo pubblico nel suo complesso, l’Ordine dei giornalisti ha condannato aspramente il gesto di Maras che di fatto ha compiuto un gesto di censura nei confronti d’un operatore del mondo dell’informazione. Maras ha capito presto di aver sbagliato e ha chiesto scusa al giornalista della RTV trattato in malo modo. Ovvero non può essere il singolo giornalista responsabile della linea politica, quale essa sia dell’Ente radiotelevisivo pubblico.
Pur avendo promosso la campagna contro “la censura”, l’Ordine dei giornalisti croato ha esortato i politici a non strumentalizzare la battaglia per la libertà di stampa a proprio uso e consumo, “in particolare non coloro che finora hanno avuto la possibilità di fare molto di più, quand’erano al potere, per migliorare la situazione sulla scena mediatica nazionale e poi alla prova dei fatti non hanno mosso un dito”.

«Non pagate il canone»

Maras, va rilevato, ha cacciato dalla conferenza stampa dell’SDP il giornalista e cameraman dell’HRT in linea con la decisione del suo Partito di boicottare per due settimane la RTV pubblica in segno di solidarietà proprio con il mondo dell’informazione. L’obiettivo dell’SDP è stato quello di protestare contro quello che ha definito “il peggiore servizio pubblico radiotelevisivo in Europa che arriva a denunciare i suoi giornalisti che si occupano di giornalismo investigativo”. Per tale motivo i giornalisti dell’HRT non sono stati nemmeno invitati alla conferenza stampa di ieri.
Come già sottolineato, ha aderito al boicottaggio dell’HRT anche Pametno. La presidente Marijana Puljak, nel suo comunicato ha appoggiato la richiesta dell’Ordine dei giornalisti rivolta alla RTV di ritirare tutte le denunce nei confronti di altre testate e di singoli giornalisti. Marijana Puljak è andata anche più in là, ha invitato i cittadini a non pagare il canone RTV, in quanto i soldi raccolti dall’HRT dovrebbero “servire a finanziare un vero servizio pubblico e non la macchina propagandistica del potere”.
Anche l’organizzazione non governativa GONG ha invitato tutte le istituzioni e i partiti a includersi nel boicottaggio dell’HRT fino alla protesta dei giornalisti in programma il 2 marzo prossimo. Si tratta, ha rilevato la direttrice esecutiva del GONG, Jelena Berković, di una “questione squisitamente politica”, in quanto le denunce sporte contro i giornalisti non hanno nulla a che spartire con la missione del servizio radiotelevisivo pubblico nazionale.

«Attacchi orchestrati»

Il direttore generale della RTV, Kazimir Bačić, ha reagito aspramente alle accuse, sostenendo che l’emittente pubblica è sottoposta a pressioni politiche e attacchi orchestrati a causa delle denunce sporte con il fine di tutelare l’onore e la dignità della radiotelevisione. Kazimir Bačić si è detto scioccato delle accuse di censura rivolte all’Ente da lui diretto e ha sostenuto che la RTV opera in maniera altamente professionale e trasparente e segue tutti gli eventi in modo obiettivo ed equilibrato. In quanto alle denunce ha dichiarato che, in linea con le conclusioni della Commissione parlamentare per i media, è stato avviato il procedimento di conciliazione con le testate denunciate. 

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Last modified on Martedì, 26 Febbraio 2019 10:53