Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

    Un’«immersione» a Zagabria. Si presenta il Costiero tipo B

    By Krsto Babić Aprile 24, 2019 67
    Un’«immersione» a Zagabria. Si presenta il Costiero tipo B Borna Filic/PIXSELL

    ZAGABRIA | Il Museo tecnico Nikola Tesla di Zagabria ha aperto i boccaporti del sommergibile P 901, soprannominato Mališan (Il piccolo). L’interno dell’unità prodotta durante la II Guerra mondiale in Italia, negli stabilimenti Caproni di Milano, potrà essere visitato fino a sabato (27 aprile). Le visite sono iniziate martedì scorso. L’iniziativa sta riscuotendo un discreto interesse. Per motivi pratici e di sicurezza il numero dei visitatori giornalieri ammessi all’interno del sommergibile è limitato. Per poter accedere nel sottomarino è necessario soddisfare un requisito particolare. La circonferenza del punto vita non deve superare i 175 centimetri. Il diametro del boccaporto d’accesso è di 55 centimetri e le persone di taglia superiore a quella indicata rischiano di rimanere bloccate. La vista è sconsigliata anche alle persone che soffrono di reumatismi. Il prezzo del biglietto per accedere nel sottomarino ammonta a 20 kune ed è uguale sia per gli adulti sia per i bambini. L’accesso all’esposizione permanente del Museo costa 20 kune per gli adulti, mentre è gratuito per i bambini fino a 7 anni di età, per gli invalidi e i disoccupati. Oggi e domani il sommergibile sarà visitabile dalle 10 alle 14. Sabato si potrà accedere nel ventre del sommergibile dalle 10 alle 13.

    Il gemello a Trieste

    L’unità varata nel 1943 appartiene alla classe di sommergibili tascabili denominata Costiera tipo B (CB). Nel corso della II Guerra mondiale all’esemplare esposto fu assegnata la sigla CB-20. Non venne mai integrato nella flotta della Regia Marina (italiana). Difatti, l’8 settembre 1943 si trovò a Trieste, dove fu requisito dai nazisti che lo affidarono alla Marina Nazionale Repubblicana (Repubblica Sociale Italiana). Al termine del conflitto il CB-20 fu catturato a Pola dai partigiani e successivamente integrato nella flotta della Marina militare jugolava (JRM). Rimase operativo fino alla metà degli anni ‘50 del secolo scorso (con la sigla P 901), prima come unità effettiva e poi nel ruolo di “nave scuola”. Nel 1959, dopo essere stato definitivamente radiato, il sottomarino fu donato al Museo Nikola Tesla di Zagabria. Cinque anni fa l’unità era stata sottoposta a un’accurata e dettagliata opera di restauro. Stando agli esperti l’esemplare custodito a Zagabria è il più completo e meglio conservato esistente al mondo. Un suo gemello, il CB-22 è esposto al Civico Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez di Trieste.

    Caratteristiche tecniche

    Di sottomarini di tipo CB ne furono costruiti in tutto 22 (il piano originale prevedeva il varo di 72 unità). Si tratta di imbarcazioni sommergibili lunghe 15 e larghe 3 metri, con un pescaggio di 2,1 metri. Il loro dislocamento in immersione ammonta a 45 tonnellate (36 tonnellate in emersione). I Caproni CB potevano immergersi a una profondità di 55 metri. Erano dotati di un motore diesel da 90 cavalli e di un propulsore elettrico da 100 chilowatt. In emersione potevano raggiungere una velocità di 7 nodi (5 nodi in immersione). Godevano di un’autonomia di 1.400 miglia nautiche in emersione (a 7 nodi) e di 50 miglia nautiche in immersione (a 3 nodi). Solitamente erano governati da un equipaggio di tre o quattro persone. Abitualmente trasportavano due siluri calibro 450. In alternativa, al posto dei siluri potevano trasportare un paio di mine navali. Oltre che dalla Regia Marina, dalla Marina Nazionale Repubblicana e dalla Marina militare jugoslava i Caproni CB furono impiegati pure dalla Marina reale rumena, dalla Marina da Guerra del Terzo Reich e dalla Marina militare sovietica, che li impiegarono prevalentemente nell’Adriatico e nel Mare Nero.

    Rate this item
    (0 votes)
    Last modified on Giovedì, 25 Aprile 2019 09:19