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    Comunità: ecco il «Pronto soccorso» giuridico

    By Moreno Vrancich Aprile 25, 2019 74
    Comunità: ecco il «Pronto soccorso» giuridico foto: Ivo Vidotto

    FIUME | Prevenire è meglio che curare: è questa la filosofia con la quale Roberta Grassi Bartolić guiderà il settore Affari giuridico amministrativi della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. L’idea di procedere in questo modo deriva dalla sua formazione e della sua esperienza di vita, che le permetteranno di vigilare sulle pratiche amministrative del mondo della Comunità Nazionale Italiana con un rigore tale da evitare la stragrande maggioranza delle eventuali complicazioni giuridiche.

    Economista per formazione, Roberta Grassi Bartolić è attualmente direttrice di una ditta che si occupa di contabilità e pratiche commerciali. Fa questo lavoro ormai da 16 anni, durante i quali è stata più volte in prima linea per quanto riguarda la revisione dei conti. Il suo nome è inoltre noto per la guida della Comunità degli Italiani di San Lorenzo Babici, della quale è presidente dal 2006. Negli anni è stata anche vicepresidente del Consiglio di amministrazione dell’Edit, nonché membro dei Consigli scolastici prima dell’elementare Galileo Galilei di Umago e poi della media superiore Leonardo da Vinci di Buie.

    Al servizio della CNI

    “Grazie al mio ruolo all’interno della Comunità ho capito molto bene cosa significhi compilare dei documenti per lo Stato dal punto di vista di un cittadino comune. Per me è semplice, perché si tratta del mio lavoro, ma chi non ha dimestichezza con questo mondo può spaventarsi e commettere degli errori”, ha affermato la titolare del settore Affari giuridico amministrativi.
    In passato è successo varie volte che le Comunità si trovassero in difficoltà da un punto di vista amministrativo, con ritardi nella presentazione dei rendiconti e nei casi più gravi con documenti che non sono mai arrivati a chi di dovere. “A San Lorenzo Babici non ho una segretaria e quindi capisco molto bene la mole di lavoro che alcuni presidenti e alcune Comunità sono costretti a fare. Da quando quattro mandati fa ho preso le redini della mia Comunità sono cambiate molte cose, i controlli si sono fatti molto più severi, il numero di fogli da compilare è aumentato di pari passo alla loro complessità. Infine, la nuova legge entrata in vigore nel 2015 ha accentuato ulteriormente queste esigenze burocratiche. Per questo il mio ruolo all’interno dell’Unione Italiana sarà fondamentale. Sono qui per aiutare le Comunità con tutte le pratiche amministrative, sia quelle richieste dallo Stato che quelle che esige l’Unione. Allo stesso tempo sarà mio compito occuparmi anche della documentazione che deve presentare l’Unione, come pure le altre istituzioni della CNI. Perché è vero che l’UI ha un suo revisore, ma fare più attenzione non guasta mai”, ha affermato Roberta Grassi Bartolić.

    «Valle si sarebbe potuta evitare»

    “Dobbiamo giocare a carte scoperte. L’Unione ha adottato un sistema di revisione dei conti interno – il che significa che prima di consegnare dei documenti all’esterno c’è chi li controlla e segnala eventuali infrazioni – e anche per questo si sta lavorando in modo estremamente trasparente. In passato, però, evidentemente non si è sempre fatto così, altrimenti alcune cose non sarebbero mai potute accadere. Quello che è successo a Valle si sarebbe potuto evitare. Sarebbe bastato che qualcuno prendesse in mano il bilancio e molte cose sarebbero saltate all’occhio. Io avrei notato subito delle irregolarità potenzialmente dannose. Dovremo vigilare severamente su questo in futuro, perché una mancanza come questa è inammissibile”, ha dichiarato la titolare del settore Affari giuridico amministrativi.

    Azioni specifiche

    “Capita a tutti di consegnare delle carte in ritardo, ma dopo sei mesi ci si deve allarmare e dopo un anno non si può più far finta di niente. Per questo ora abbiamo richiesto alle Comunità di fornirci tutta una serie di documenti che ci permetteranno di ricevere una fotografia del 2018, la quale ci fornirà un’immagine chiara della situazione attuale. Analizzando questa documentazione potremo capire subito quali siano le Comunità in difficoltà, ossia quelle a rischio trasgressioni, e di conseguenza potremo aiutarle nel compilare il tutto”, ha affermato Roberta Grassi Bartolić, la quale ha ribadito nuovamente che lo scopo dell’Unione è quello di aiutare le Comunità in difficoltà.
    Proprio per questo motivo l’UI aveva inviato una circolare a tutti i sodalizi, chiedendo di fornire i materiali necessari per l’analisi. Come ci spiega la titolare del settore Affari giuridico amministrativi, però, non tutti hanno risposto all’appello. “Stiamo ancora raccogliendo tutte le carte e cercando di capire cosa abbiamo in mano. Alcune Comunità hanno risposto inviando quasi tutto, dimenticandosi soltanto qualche dettaglio; altre hanno fatto ritardo, inviando i documenti dopo la data indicata. Per questo motivo stiamo ancora cercando di capire quanto sia completa la nostra documentazione, ma tutto sommato direi che è andata bene, considerando che abbiamo la partecipazione totale di circa il 50 per cento delle CI”, ha affermato la giuntina.

    Non cadere nelle trappole

    Una delle attività più ad altro rischio per quello che riguarda le faccende giuridico amministrative è quando le Comunità si cimentano in attività imprenditoriali. “Siamo delle associazioni no profit, quindi non dobbiamo avere degli utili, a meno che questi non vengano gestiti in un certo modo. Bisogna stare estremamente attenti a come vengono rendicontati tutti gli incassi, anche quelli più piccoli e banali, perché altrimenti si rischia di incorrere in multe e interessi di mora. Per evitare questa eventualità e per agevolare chi opera nelle Comunità, stiamo lavorando a dei moduli per i rendiconti e per i piani finanziari. Vorremmo che tutto quello che arriva all’Unione abbia lo stesso formato; in questo modo per noi sarebbe più facile analizzare la situazione, ma verrebbero agevolati anche i segretari e i presidenti delle CI, i quali non dovrebbero far altro che inserire i dati in dei fogli con le caselle precompilate. Inoltre un sistema simile che potrebbe venire adottato anche per le deleghe e per i rendiconti nei confronti dello Stato”, ci ha spiegato Roberta Grassi Bartolić.
    Le buone intenzioni e le idee, insomma, ci sono tutte. Ora la palla passa alle Comunità, che dovranno saper sfruttare quest’opportunità e aiutare l’Unione ad aiutarle. In modo particolare si pensa a quel 50 per cento dei sodalizi che non hanno ancora risposto all’appello. Perché proprio quelli potrebbero essere i più bisognosi di aiuto.

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    Last modified on Venerdì, 26 Aprile 2019 09:27