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    Il governo: «La ZEE non porta a nulla»

    By Dario Saftich Aprile 25, 2019 120
    Il governo: «La ZEE non porta a nulla» foto: Željko Jerneić

    ZAGABRIA | L’offensiva dei populisti al Parlamento di Zagabria per giungere alla proclamazione della zona economica esclusiva nell’Adriatico orientale non sembra destinata a produrre risultati particolari. Nel corso del dibattito al Sabor il governo e le forze della maggioranza sono apparsi decisi a rintuzzare le velleità dell’opposizione. Stando a voci di corridoio il voto sulla mozione con la quale il Ponte delle liste indipendenti ha chiesto la proclamazione della zona economica esclusiva potrebbe slittare a dopo le elezioni europee, anche per evitare che la campagna elettorale venga turbata da un argomento in chiave prettamente populista.

    Intervenendo al Sabor a nome del gruppo parlamentare dell’Accadizeta, Branko Bačić ha sottolineato che la Croazia non avrebbe nulla da guadagnare con l’estensione della sua giurisdizione nell’Adriatico, così come richiesto dal Most. In altri termini la proclamazione della ZEE, ha lasciato intendere il parlamentare del centrodestra, sarebbe solamente in funzione dell’esigenza di dimostrare il proprio patriottismo. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario di Stato presso il Ministero degli Esteri, Andreja Metelko Zgombić, secondo la quale le motivazioni alle quali si richiama il Ponte delle liste indipendenti sembrano provenire da altri tempi. L’opposizione in soldoni, ha fatto capire Andreja Metelko Zgombić, propone che la Croazia proclami la zona economica esclusiva e poi vieti agli italiani di pescare in quelle acque. E poi magari permetta loro di gettare le reti, ma dietro pagamento. Questo non è possibile, ha spiegato il segretario di Stato, in quanto le acque in questione sono diventate europee al momento dell’ingresso della Croazia nell’Unione. Inoltre, ha aggiunto Andreja Metelko Zgombić, non sono state fornite argomentazioni credibili per le tesi secondo le quali il Paese perde milioni a causa della mancata proclamazione della ZEE.
    Le spiegazioni governative comunque non sono valse a placare le frange più marcatamente populiste dell’opposizione. Ieri sia il Most che Barriera Umana sono tornati a chiedere l’estensione della giurisdizione croata nell’Adriatico. Nel corso di una conferenza stampa i deputati del Ponte delle liste indipendenti, Nikola Grmoja e Tomislav Panenić hanno sostenuto che la Croazia perde annualmente fino a 270 milioni di euro a causa della mancata proclamazione della ZEE. In altre parole dal Duemila ad oggi la Croazia avrebbe perso la bellezza di 28 miliardi di kune. E tutto questo perché le autorità “non vogliono difendere il nostro mare e i pescatori.
    A ribadire la richiesta di proclamare la ZEE su una superficie marina di 24mila chilometri quadrati, ovvero dalle acque territoriali fino alla linea di mezzeria dell’Adriatico, è stato nel corso di una conferenza stampa a Spalato il leader di Barriera Umana, Ivan Vilibor Sinčić. Secondo lui a causa della mancata proclamazione della ZEE la Croazia perde annualmente 279 milioni di euro. I maggiorenti di Barriera Umana hanno affermato pure che l’Adriatico è un mare croato e non europeo e hanno definito la Commissione europea una potenza occupatrice strisciante, “ovvero quanto di peggio ci poteva capitare”.

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    Last modified on Venerdì, 26 Aprile 2019 09:34