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    Fiume, storia e cultura raccontate dagli odonimi

    Fiume, storia e cultura raccontate dagli odonimi Ivor Hreljanović

    FIUME | Bilinguismo visivo, ripristino degli odonimi storici e targhe commemorative dei personaggi di Fiume: sono questi i tre obiettivi fissati dalla Commissione per il bilinguismo, presentati ieri sera a Palazzo Modello nell’ambito della Settimana della cultura fiumana. La serata intitolata “La Fiume di domani fra bilinguismo e odonimi storici” ha visto la partecipazione di tre conferenzieri, Moreno Vrancich, presidente della Commissione, Giovanni Stelli e Ivan Jeličić, esperti di storia.

    Stelli ha raccontato la storia di Fiume attraverso la lingua usata nella città. Il suo resoconto è stato avvincente ed entusiasmante, in particolar modo per l’energia che ha messo nel raccontare dettagli di fatti ed eventi di centinaia di anni fa. Si è parlato dello Statuto ferdinandeo del 1530, emanato in latino, ma è poi subito tradotto in italiano.

    Dialetto venetofono e glagolitico

    “Ancora più interessante il caso di altri due documenti, più vecchi di circa un secolo. Si tratta della tabella raffigurante i costi del mercato del pesce di Fiume, risalente al 1449, in cui tutte le specie e le ordinanze sono scritte in un dialetto venetofono. La stessa lingua, vicina all’italiano, è stata usata per un inventario dei beni del Duomo, risalente al 1450. Accanto a questi atti, ci sono anche dei documenti scritti in glagolitico, legati prevalentemente alla liturgia, che confermano dunque la presenza di entrambe le componenti linguistiche nella città”, ha raccontato Stelli.

    Bilinguismo visivo e odonimi

    Fiume si presenta dunque bilingue da tempi immemorabili. Pertanto alla Comunità degli Italiani è parso giusto muoversi formando una Commissione per ripristinare il bilinguismo visivo e gli odonimi storici. “L’obiettivo del nostro lavoro sarà quello di valorizzare il patrimonio storico e culturale di Fiume. Cercheremo di ripristinare, almeno in parte, l’identità culturale della Città. Lo faremo proponendo di esporre tutta una serie di tabelle, per mostrare a cittadini e turisti un frammento della ricca e variegata storia di Fiume. Lavoreremo prima sugli odonimi, in quanto riteniamo quest’obiettivo primario, considerando come odonimo di riferimento per le tabelle quello più usato e più popolare nel periodo che va dalla metà del ‘700 allo scoppio della Prima guerra mondiale. Parallelamente, proporremo alle autorità cittadine di ricordare i grandi personaggi della storia di Fiume, affiggendo delle tabelle dedicate a loro sulle case dove sono nati o nei luoghi dove questi hanno lavorato”, ha spiegato Vrancich.

    Niente nomi scomodi prima del 1910

    Ivan Jeličić ha presentato un lavoro di ricerca, effettuato da lui e da Albert Merdžo, incaricati dalla Commissione di verificare se ci fossero dei nomi scomodi fra le vie della Cittàvecchia. Dopo aver preso in analisi 31 vie che esistono ancora all’interno del nucleo storico di Fiume, analizzando l’evolversi dei loro nomi, si è giunti alla conclusione che non dovrebbero esserci impedimenti di alcun tipo alla realizzazione del progetto.

    Targhe bilingui della LPL

    “Tutti i nomi dopo il 1910 portano con sé dei connotati politici o ideologici, ma quelli antecedenti sono quasi sempre neutrali e potrebbero benissimo venir usati anche oggi. Inoltre, anche per quanto riguarda il bilinguismo visivo non ci si deve scoraggiare, in quanto in città ci sono ancora degli esempi di tabelle bilingui. Si tratta di targhe commemorative ai caduti nella Lotta popolare di liberazione, ma è indicativo il fatto che su di esse ci siano le scritte sia in italiano che in croato”, ha concluso Jeličić. I lavori della Commissione proseguiranno nei prossimi mesi, durante i quali si cercherà di trovare la formula migliore per mettere in atto i propositi.

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    Last modified on Sabato, 16 Giugno 2018 10:18

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