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    Pavičić: «A Rujevica siamo sempre favoriti»

    By Lucio Vidotto Febbraio 27, 2019 121
    Pavičić: «A Rujevica siamo sempre favoriti» Matija Habljak/PIXSELL

    FIUME | L’ultima volta che Rijeka e Istra 1961 si sono incontrate a Rujevica, per i tifosi ospiti e per il pubblico neutrale è stata una bella serata d’agosto, ricca di gol ed emozioni. La partita si è conclusa con un pareggio per 3-3. Dopo essere stati in vantaggio per 1-0 e 2-1, i polesi si erano fatti raggiungere e sorpassare grazie a un gol di Heber al 78’. I fiumani, in vantaggio per 3-2, sembravano in grado di chiudere la gara con un successo, ma soltanto 4 minuti più tardi arrivava il pareggio degli ospiti, i quali hanno strappato un punto importante a un Rijeka che stava cominciando a dare segni di cedimento. Dopo quella partita i fiumani fermarono sul pari la Dinamo al Maksimir per pareggiare poi anche in casa con l’Osijek. Seguirono una sconfitta in casa della Lokomotiva, un altro pareggio interno con lo Slaven Belupo e quindi la sconfitta per 2-1 in trasferta con il Gorica che sancì la fine dell’“era Kek”.

    A Pola tanti rinforzi

    L’Istra è una squadra che per tradizione ama dare dispiaceri al Rijeka. Ora è penultimo e dopo i rinforzi giunti a gennaio, sembra quanto mai intenzionato a lasciare la zona retrocessione. Il Rijeka, che con il successo a Zagabria con il Rudeš e con la concomitante sconfitta dell’Osijek in casa della Dinamo ha ripreso la seconda posizione, non può esimersi dal ruolo di favorito nel match di domani a Rujevica. Dal suo arrivo a Fiume, il tecnico Igor Biščan, un po’ per scelta e più per necessità, a causa dei numerosi infortuni, ha dovuto assegnare ai giocatori disponibili mansioni nuove.

    Cambi di ruolo

    Il centrocampista Domagoj Pavičić, alla sua seconda stagione fiumana, nell’ambito dell’“affare Gavranović” era giunto al Rijeka dalla Dinamo, in cui è cresciuto. È stato il classico trequartista, mentre ora viene impiegato come centrocampista arretrato. “Ci sono vantaggi sia giocando arretrato che avanzato. Quando giochi avanti sei più vicino al gol, ma se stai dietro hai più possibilità di giocare il pallone. Per quanto mi riguarda, entrambe le posizioni mi vanno bene. Ci sono tanti altri compagni che, come me, ricoprono ruoli diversi da quelli a loro più congeniali. Comunque, se la stanno cavando bene”.

    L’esempio di Zoran Kvržić

    Uno a cui ha fatto riferimento Pavičić è Zoran Kvržić, che da ala destra ha dovuto arretrare il suo raggio d’azione per indossare i panni del terzino. In un modo o nell’altro, con un Maxwell Acosty che si scopre bomber, la squadra, anche se rimaneggiata, riesce a tenersi a galla. Cosa può fare in campionato?
    “Con una Dinamo così, dobbiamo accettarlo, non ce n’è per nessuno. Il divario in classifica è enorme per cui dobbiamo pensare soprattutto alle dirette concorrenti per il secondo posto, come Osijek, Lokomotiva, ma anche all’Hajduk che sta crescendo. Abbiamo vinto una partita importante – spiega Pavičić –, in casa di un Rudeš ormai spacciato. Quando si affronta una gara in cui vengono dati per scontati i tre punti in palio, non è semplice giocare. Lo si è visto in via Kranjčević. Anche se in svantaggio, siamo stati capaci di mantenere la calma e rimontare. Adesso ci si aspetta nuovamente dal Rijeka che conquisti i tre punti con l’Istra e, come al solito, non sarà facile. A Rujevica, per intenderci, siamo favoriti con tutti o quasi. Hanno tanti stranieri e sono molto veloci, insidiosi soprattutto di rimessa. Noi dovremo mettere le cose in chiaro fin dal primo minuto con il nostro atteggiamento e la concentrazione che dovrebbero consentirci di incasellare questi tre punti importanti”.

    Quel 3-3 sia un monito

    Il 3-3 dello scorso agosto è un monito? “Il pubblico si sarà anche divertito in quel frangente, ma noi giocatori no. Per questo motivo non possiamo permetterci di sottovalutare gli avversari anche se sono penultimi in classifica. Sono convinto che dipenderà tutto da noi e dal nostro approccio”, risponde il centrocampista, uno dei punti di riferimento nella creazione del gioco. I problemi maggiori il Rijeka li ha avuti, a causa delle numerose assenze per infortunio, in fase offensiva. Non è semplice rimpiazzare due giocatori come Čolak e Heber, la coppia che ha segnato buona parte dei gol complessivi del Rijeka in questa stagione.
    “Ci stiamo completando – può constatare Pavičić – e presto potremo rivedere in campo Punčec e Heber che si allenano nuovamente con la squadra. Nei prossimi turni credo che riavremo una rosa titolare competitiva come lo è stata prima della sosta invernale”.

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    Last modified on Giovedì, 28 Febbraio 2019 09:59