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    La Croazia non si ripete: Europa Cup all’Ungheria

    By Ivo Vidotto Aprile 07, 2019 91
    La Croazia non si ripete: Europa Cup all’Ungheria Slavko Midzor/PIXSELL

    ZAGABRIA | La Croazia, vincitrice della prima edizione dell’Europa Cup, tenutasi lo scorso anno a Fiume, non è riuscita a bissare il successo e nella finale di ieri sera a Zagabria è stata battuta dall’Ungheria: 8-10 (2-2, 1-3, 2-3, 3-2) il risultato finale.
    I magiari hanno aperto meglio l’incontro passando subito in vantaggio di due gol. L’8-5 dell’Ungheria all’inizio dell’ultimo periodo di gioco è risultato irraggiungibile per la truppa di Tucak. Loren Fatović è stato il top scorer della Croazia con tre gol (altrettanti ne aveva segnati in ciascuna delle prime due partite), Maro Joković ne ha aggiunti 2, mentre Andro Bušlje, Ivan Buljubašić e Josip Vrlić hanno segnato una rete a testa. Per l’Ungheria, tre gol di Peter Manhercz.
    La truppa di Ivica Tucak è arrivata alla finale dopo aver battuto la Grecia per 13-11 nell’incontro d’apertura del torneo e la Spagna (12-9) al termine di una semifinale palpitante fino all’ultimo quarto, ossia finché, sul 9-9, la Croazia non è riuscita a piazzare il parziale decisivo di 3-0 che ha tolto agli iberici ogni possibilità di recupero.

    Settebello all’ultimo respiro

    L’altra finalista, l’Ungheria, ha faticato parecchio per superare l’Italia al termine di un match intriso di storia: 12 ori olimpici (nove per gli ungheresi, tre per l’Italia) ai sei titoli mondiali (tre ciascuno). Il Settebello conduce a lungo ma poi viene beffato e si chiude a un passo dai rigori, sul 12-11. L’Italia ha costruito il vantaggio iniziale attraverso le superiorità numeriche (4-2 dopo 7’, 5-3’ al 10’, 8-6 al 17’) e in due occasioni ha sprecato malamente il pallone del +3. Alcune disattenzioni sono risultate fatali, contro avversari a cui non si può regalare nulla. Tra la fine del terzo tempo e l’inizio del quarto l’ex del Primorje Denes Varga (4 gol agli azzurri) confeziona il primo sorpasso con un rigore e un guizzo sotto porta (11-9). Ultimi minuti da brividi: Di Fulvio fallisce un rigore sparando alto, Echenique e Figlioli con l’uomo in più riacciuffano il pareggio. A -1’30” il Settebello recupera palla in difesa ma a Di Fulvio viene fischiato controfallo; 30” dopo è Manhercz a decidere la partita con una magia. Nei quarti l’Italia aveva piegato per 11-9 la Russia di Sergey Evstigneev, ex grande difensore che ha militato anche nel Primorje.

    È scomparso Piero Borelli

    Contro l’Ungheria la nazionale italiana è scesa in acqua con un segno di lutto al braccio. All’alba, infatti, era scomparso Piero Borelli (74 anni, malato da tempo), uno dei più apprezzati dirigenti della pallanuoto, storica anima del Brescia. Un gentiluomo. Fu lui, tra le altre cose, a intuire il talento del portiere Del Lungo, prelevato da Civitavecchia, la città di cui Borelli era originario. Spesso a muso duro, anche fiero rivale della Pro Recco da cui è arrivato un dolce messaggio: “Siamo stati spesso avversari in acqua, ma sempre uniti dall’amore genuino per la pallanuoto. Passione che per decenni Piero ha portato nelle piscine di tutta Italia e che mai potremo dimenticare”.

    Le finali di World League

    Le prime tre classificate dell’Europa Cup, ossia Ungheria, Croazia e Spagna, parteciperanno alle finali di World League che mettono in palio il primo pass olimpico. La Serbia, che ospiterà l’evento a Belgrado dal 18 al 23 giugno, è qualificata di diritto e dunque a Zagabria avrebbe liberato un posto se avesse centrato le semifinali.
    L’Italia ha perso 9-7 dalla Spagna e non è riuscita a ottenere il pass per la World League, per cui sono gli iberici ha vanno ad aggiungersi a Croazia e Ungheria.

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    Last modified on Lunedì, 08 Aprile 2019 09:40