Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

    Hajduk-Rijeka, un derby equilibrato Bišćan: «Fare meglio dell’ultima volta»

    By Lucio Vidotto Aprile 20, 2019 79
    Hajduk-Rijeka, un derby equilibrato Bišćan: «Fare meglio dell’ultima volta» Ivo Cagalj/PIXSELL

    FIUME | Per chiunque abbia una passione sincera per il calcio e per lo sport in generale, l’ultimo incontro al Poljud tra Hajduk e Rijeka è stato un evento da dimenticare. Si giocò sei mesi fa davanti a spalti vuoti e la partita ne risentì drasticamente. Due gol dal dischetto furono le uniche emozioni del match. Per l’allenatore Igor Bišćan si trattò della seconda gara sulla panchina del Rijeka dopo una difficile vittoria sull’Inter e il precedente addio a Matjaž Kek, che segnò un’era per il calcio fiumano.

    Stasera alle 19 Hajduk e Rijeka tornano a incontrarsi al Poljud, questa volta davanti ai tifosi. Né gli uni né gli altri sono le stesse squadre che si resero protagoniste di uno spettacolo tutt’altro che edificante sei mesi fa. Ricordiamo che dopo l’1-1 nel derby dell’Adriatico giocato a Spalato i quarnerini arrivarono alla sosta invernale vincendo tutte le partite rimanenti. Alla ripresa del massimo campionato, una lunga serie di infortuni aveva ostacolato il Rijeka, che è comunque stato capace di conservare la seconda posizione. L’Hajduk, nel frattempo, è cresciuto, ma deve ancora assicurarsi un posto in Europa. A differenza del Rijeka che, obiettivamente, dovrebbe piombare in una crisi profonda per mettere in discussione il suo posto nei preliminari di Europa League.

    Due squadre... cambiate

    Ieri a Rijevica il tecnico Igor Bišćan è stato piuttosto chiaro: “Se giocheremo al Poljud come abbiamo fatto l’ultima volta, le nostre chance di tornare a casa con un risultato utile saranno minime. Da allora siamo cambiati sia noi che loro e sono certo che sarà una partita diversa. Quando si gioca al Poljud è sempre un’occasione speciale e noi dobbiamo essere in grado di affrontarla. In questa seconda parte della stagione l’Hajduk gioca bene e sa fare risultato. Affrontarli a casa loro sarà dura. Se non dovessimo esprimerci ai nostri massimi livelli, è improbabile che si tornerà a casa con dei punti”.
    Come noto, in questi ultimi mesi Bišćan ha schierato per necessità diversi giovani, da Bušnja a Lepinjica, dall’appena arrivato Halilović ai gemelli Smolčić. Cifre alla mano, le cose sono andate piuttosto bene e il Rijeka in classifica non ha perso nulla, pur rinunciando all’inseguimento dell’imprendibile Dinamo. Gli infortunati tornano gradualmente in squadra e gli altri, chiamati a coprire ruoli diversi da quelli abituali, torneranno ai loro posti. Puljić, dopo l’infortunio e la successiva partenza di Heber nonché i malanni capitati a Čolak, è diventato prima punta. Si è arrangiato in questo ruolo al punto da diventare capocannoniere del campionato assieme a Marić dell’Osijek.

    Čolak è pronto, rientra Lončar

    Čolak, punto di riferimento in attacco prima dell’infortunio, è pronto per il rientro, come pure il mediano Lončar. Antonio Mirko è stato il miglior marcatore prima della sosta invernale, mentre Puljić dopo la pausa. Possono giocare insieme? “Certo che possono – risponde Bišćan –, e non soltanto per il fatto che vanno entrambi in gol, ma perché sanno adeguarsi a quelle che sono le esigenze della squadra. Entrambi s’impegnano al massimo e in questo senso sono sicuro che potranno essere preziosi giocando insieme”.
    Mentre l’Hajduk ha urgente bisogno di punti per non correre il rischio di venire escluso dall’Europa, il Rijeka pensa sicuramente anche all’incontro successivo, cioè alla semifinale di Coppa Croazia contro l’Inter a Zaprešić. Seguirà poi la gara interna con il Rudeš. “La partita con l’Hajduk è per noi importantissima e per non tornare a casa a mani vuote ci vorrà una grande prestazione, migliore anche di quella nell’ultimo confronto a Rujevica vinto con l’Inter per 7-0”, dice il tecnico.
    Più che per i risultati, si parla e si scrive del Rijeka e di Bišćan per il fatto che si vedono in campo sempre più giovani. Kek, pur riconoscendogli il merito per quelli che furono i più grandi successi nella storia del calcio fiumano, ha utilizzato con il contagocce gli juniores. Bišćan, anche perché non ha molta scelta, ha gettato nella mischia gente come Hrvoje Smolčić, non ancora diciottenne, che una settimana fa a Rujevica ha avuto l’opportunità di giocare, anche se per una decina di minuti, assieme al gemello Ivan. Hrvoje ci sarà sicuramente nell’undici di partenza al Poljud visto che il terzino sinistro Mamić ha dei problemi muscolari. Fuori anche il centrocampista Capan e lo stopper Velkovski, ma in compenso Punčec dovrebbe essere pronto a riprendersi suo posto al cenro della difesa.
    Al Poljud sarà anche un duello tra le rispettive promesse? Quelle dell’Hajduk sono sicuramente più esposte a livello mediatico, come Bradarić e Palaversa. “Per ogni giovane calciatore è bene restare con i piedi per terra e crescere con saggezza. Dobbiamo rispettare i giovani dell’Hajduk, tra i quali alcuni molto validi. I nostri juniores, schierati negli ultimi tempi, hanno risposto nel migliore dei modi per cui sono fiducioso”, ammette Bišćan.

    Rate this item
    (0 votes)
    Last modified on Venerdì, 19 Aprile 2019 23:30