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    Rijeka, conta solo vincere

    By Lucio Vidotto Aprile 28, 2019 30

    FIUME | Il Rudeš, atteso domani alle ore 19 a Rujevica, a sei giornate dalla fine del campionato attende soltanto la conferma matematica della sua retrocessione in serie cadetta. Approdò alla Prima Lega due anni fa, sotto la guida dell’allenatore Igor Bišćan, che poco più di sei mesi fa arrivò a Fiume per prendere il posto di Matjaž Kek nel momento in cui il Rijeke venne a trovarsi in una profonda crisi. In mezzo, Bišćan ebbe un’avventura straordinaria con l’Olimpija, portando la squadra lubianese a conquistare titolo e Coppa Slovenia.

    Da allora sembrano passati tanti anni. Il Rudeš non ha più il sostegno dell’Alaves, società spagnola della quale era diventato una specie di succursale (capitale fresco, staff tecnico e giocatori in prestito) e ciò ha portato all’inevitabile declino del club zagabrese, che si è affacciato per la prima volta sulla grande scena. Il Rijeka è a sua volta secondo in classifica, con 45 punti in più rispetto agli avversari di domani. Certe differenze, quando si scende in campo, possono però anche non notarsi. Il Rudeš non ha assolutamente nulla da perdere e già che è condannato a dover lasciare la Prima Lega, probabilmente cercherà di farlo in maniera dignitosa. Il rischio in queste circostanze è sempre quello di sottovalutare l’avversario. La compagine quarnerina è reduce dalla semifinale di Coppa Croazia vinta per 2-1 sul campo dell’Inter Zaprešić, un bene per il morale, ma anche un elemento che può pesare a livello di stanchezza e stress. Lo stress dovrebbe essere stato superato e ora serve ricaricarsi con il fanalino di coda. Igor Bišćan commenta così la partita di domani: “La situazione in classifica è chiara e noi dobbiamo puntare ai tre punti. Il Rudeš è stato un osso duro per tutti quelli che l’hanno incontrato negli ultimi tempi. Per il Rijeka è la terza gara in una settimana e dobbiamo per forza scendere in campo determinati e con la massima serietà”.
    Uno dei tanti infortunati in questa seconda parte del campionato era il mediano Stjepan Lončar, che domani dovrebbe essere comunque pronto per scendere in campo dal primo minuto: “Le partite più difficili sono proprio quelle nelle quali si pensa di poter uscirne agevolmente, con una goleada. La serietà è sempre indispensabile. In casa, ovviamente, siamo noi i favoriti. Vogliamo aggiungere un successo in campionato a quello in Coppa con l’Inter, che ci consentirà di giocarci il Sole di Rabuzin”.
    La finale in Coppa Croazia era un obiettivo irrinunciabile per il Rijeka, uscito prematuramente dalle competizioni europee e dalla corsa per il titolo, conquistato nuovamente dalla solita Dinamo.
    “C’è stata grande attesa per la nostra qualificazione alla finale di Coppa – ha ammesso ieri in conferenza stampa Bišćan, annunciando la gara di domani –, e in questo senso vi è stato un po’ di nervosismo, soprattutto dopo la figuraccia al Poljud. Ora possiamo pensare a mantenere il secondo posto in classifica. Non facciamo calcoli e ci concentriamo soltanto sul Rudeš. Alcuni giocatori sono fuori forma? Io parlo dei miei giocatori soltanto in loro presenza e non in pubblico. Non posso parlare di Acosty, per esempio, perché la sua prestazione dipende in parte da quella della squadra. Forse è un periodo per lui in cui c’è un po’ di stanchezza. Sono contento che Punčec sia rientrato e che abbia risposto bene. Per Lepinjica posso dire che sta con i piedi per terra, anche se per Ivan si tratta di grandi cambiamenti nella carriera. Le voci di un interessamento in Italia per lui dovrebbero soltanto stimolarlo a continuare a lavorare bene”.
    Ci si chiede ancora se il 4-0 con l’Hajduk abbia lasciato traccia. “Al Poljud non ho perso soltanto io, ma tutti noi insieme. Non ci penso più. Forse sino alla fin del campionato perderemo anche con un margine più ampio. Credo che se ne parli un po’ troppo”, conclude l’allenatore del Rijeka.

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    Last modified on Domenica, 28 Aprile 2019 14:02